Non se ne può più coi titoli dei soliti sitacci che lasciano pensare al peggio per il personaggio famoso di turno, visto che oggi tocca focalizzarsi su Michael Schumacher morto. Almeno apparentemente. Non lo scrivono chiaramente, in nome di una strategia editoriale pessima sia dal punto di vista dell’immagine del giornale, sia per questioni puramente etiche. Il solito gioco di parole, tra “la fine di un’epoca”, “un doloroso addio” e “tifosi sconvolti”. Davvero, avete stufato e sottovalutate i lettori, che prima o poi vi depenneranno dai siti da consultare a prescindere dai contenuti pubblicati.
In passato, va detto, abbiamo dovuto chiarire sul nostro sito anche notizie differenti sul campione tedesco. Qualcuno non aveva parlato di Michael Schumacher morto, ma di risveglio e condizioni migliorate. Al di là di quella parentesi, oggi accogliamo con rassegnazione il modo in cui determinati siti trattino tematiche sui personaggi famosi. C’è chi ogni 24 ore pensa di poter attirare l’attenzione dei lettori con l’inganno, lasciando intuire che questo o quel VIP sia passato a miglior vita.
Basti pensare oggi 21 agosto alla questione di Michael Schumacher morto sia scatenata una vera e propria rivolta sui social nei confronti di chi ha lasciato credere che fosse arrivata la tragica notizia. A chi persevera nel portare avanti questa strategia chiediamo una cosa molto semplice: “Per quanto tempo credete di poter andare avanti così?”. Un errore può capitare a tutti e magari anche noi è successo di sbagliare qualche titolo negli anni. Siamo umani e ci può stare.
Farlo sistematicamente, sfruttando una notizia che gravita attorno ad un VIP per lasciar credere che sia morto, come avvenuto in settimana ed oggi con Michael Schumacher, vuol dire offendere il lettore. E state certi che prima o poi arriverà il conto sia di chi legge, sia dei vari algoritmi.
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