Tocca mettere un freno alle voci che in queste ore danno per scontato l’arrivo della zona rossa in Italia a partire dal 19 dicembre, al punto che ora ci si chiede quando parla Conte sul nuovo DPCM. O, in ogni caso, su un eventuale aggiornamento dello stesso, dopo aver osservato a più riprese in passato quali siano le differenze tra zona arancione e rossa. La situazione, per quanto possa apparire chiara, richiede ancora dei passaggi che rendono le voci di queste ore tutt’altro che ufficiali.
Del resto, in questi mesi abbiamo osservato in diverse circostante che un nuovo DPCM, o quantomeno un aggiornamento parziale del precedente, possa mettere il Presidente del Consiglio nel dare annunci differenti rispetto alle previsioni degli addetti ai lavori. Questo dovrebbe bastare, di suo, a placare gli animi di chi tema che ci sia nuovamente l’Italia in zona rossa dal 19 dicembre. In un contesto simile, occorre bilanciare tutti gli elementi a disposizione, partendo dal presupposto che nulla sia stato definito.
Un report importante a proposito delle indiscrezioni sull’Italia in zona rossa a partire dal prossimo 19 dicembre ci arriva direttamente da ANSA. Il governo sta parlando con il CTS, prima di confrontarsi con le Regioni. Il rischio che si possa andare incontro ad ulteriori restrizioni per limitare il rischio di assembramenti è concreto, ma ad esempio i soliti bene informati non escludono che si possa ripiegare su una più morbida zona arancione centralizzata. Importanti, comunque, la parole del ministro Francesco Boccia a La Vita in diretta su Rai 1:
“Le regole stanno funzionando e andiamo avanti così nei giorni lavorativi che abbiamo di fronte, per le festività dobbiamo decidere se chiudere di più, secondo me sì”.
Dunque, non è escluso che dal 19 dicembre l’Italia si ritrovi ancora una volta in zona rossa, ma al momento non è neanche ufficiale. E se vi state chiedendo quando parla Conte, eventuali conferenze stampa sul nuovo DPCM in aggiornamento arriveranno non prima di venerdì. Sul tavolo, infatti, ci sono questioni sanitarie ed economiche come non mai delicate.
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