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Cerignola come Napoli, ma l’allarme mandragora a Cerignola era una fake

L’allarme mandragora a Cerignola era già stato affrontato dalla stampa locale quattro giorni fa, ma continuano ad arrivarci segnalazioni dai nostri lettori. Segnalazioni giustificate dal mezzo scelto da chi ha diffuso la notizia: le chat WhatsApp.

Come abbiamo imparato ad apprendere durante la Pandemia, le chat WhatsApp sono un mezzo immortale per la diffusione di contenuti virali e refrattarie ad ogni tentativo di fermarle.

Un messaggio nasce, per scherzo o per errore, si diffonde e diventa impossibile fermarlo ed arrestarlo. Probabilmente l’avrete ricevuto da amici, parenti o persone di cui vi fidate: a questo punto persino il fact checking diventa una questione non più di logica ma “di cuore”.

Qualcosa tipo “Io condivido lo stesso perché non voglio dare del bugiardo offendendo il mio amico”. Così facendo si incorre nell’errore. E si crea allarme.

Cerignola come Napoli, ma l’allarme mandragora a Cerignola era una fake

Come nel caso dell’allarme mandragora a Cerignola (Foggia), derivato da quello reale occorso negli scorsi giorni a Napoli e sconfessato dalle autorità ma accolto dal popolo della Rete.

Cerignola come Napoli, ma l’allarme mandragora a Cerignola era una fake

La segnalazione arriva dai nostri lettori attualmente, ma ben quattro giorni fa dalla testata online marchiodoc.it e da Ranews. Che riportano il parere delle ASL locali.

Sostanzialmente alcune chat hanno rilanciato come avvenuti nel foggiano due diversi elementi di contaminazione cibi avvenuti in due luoghi diversi di Italia.

Uno è la presenza degli spinaci contaminati dalla mandragora nel Napoletano, l’altro la presenza di wurstel, latticini e alimenti crudi contaminati dalla Listeria ad Alessandria e nel Piemontese.

Entrambi allarmi di cui ci era capitato discutere ma che non si sono verificati nel foggiano.

Dall’ospedale Tatarella e dalla Asl di Foggia smentiscono che nel nosocomio vi siano casi simili. Si tratterebbe quindi di una fake news.

Reitera la testata locale per entrambi i casi.

Cosa che non ha impedito alla fake news di sopravvivere alla smentita.

In ogni caso, in caso di dubbi conviene ricorrere alle ASL, contattandole in caso di sospetto allarme e indicandone la fonte.

Solo gli enti preposti, e non mediante “catene di S.Antonio” potranno indicarvi il da farsi.

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