Cosa accade se ti offendono su WhatsApp? Si va incontro a due reati differenti a seconda se la lettura del messaggio avvenga in maniera immediata o in differita. Questo è quanto emerso da una nuova sentenza emessa dalla Corte di Cassazione su offese e diffamazione. In poche parole si può essere accusati di ingiuria o diffamazione su WhatsApp a seconda di quando viene visualizzato un messaggio.
Non si tratta di privacy, dunque, a differenza di quanto osservato mesi fa. Una sentenza emersa da una situazione complicata, dal punto di vista giuridico, che si era creata in passato, su questioni offensive avvenute all’interno di una chat di gruppo di WhatsApp. Per decidere se l’offesa su WhatsApp sia ingiuria o diffamazione è importante partire dalla base giuridica di entrambe.
Nel dettaglio, si parla di ingiuria quando l’offesa viene rivolta ad una persona nello specifico, aggravata in cui ci sono altre persone presenti. Si parla invece di diffamazione quando si offende una persona in sua assenza e l’offesa avviene davanti a terze persone. Cosa accade quindi quando l’offesa avviene su WhatsApp? La Corte di Cassazione è venuta a capo di questa situazione piuttosto intricata seguendo questa casistica: se il messaggio risulta essere visualizzato immediatamente dalla persona offesa, quest’ultima può chiaramente replicare evitando poi che l’offesa possa essere propagata.
Qui si parla di ingiuria aggravata. Quando però accade che l’utente offeso non accede immediatamente su WhatsApp e quindi il messaggio non viene subito visualizzato, in questo caso si parla di diffamazione. Ciò lascia ben intendere come si ha modo di stabilire la diversa entità del reato a seconda di quando il messaggio offensivo viene visualizzato su WhatsApp.
La Corte di Cassazione ha impiegato un po’ di tempo prima di arrivare a tale conclusione, come riporta Giornalettismo, ma era importante riuscire a trovare la soluzione per le offese che vengono rivolte tramite WhatsApp. Senza dimenticare la diffamazione. Bisogna fare sempre attenzione a ciò che si dice o a quello che si scrive sui social o sulle app di messaggistica, perché se si cade nell’offesa si verrà puniti.
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