Si torna ancora una volta a parlare della pagina Facebook di Pro Vita & Famiglia Onlus, quest’oggi in relazione all’aborto da stupro. Dopo la bufera sollevata a causa di un post che ha coinvolto il Presidente della Repubblica, Mattarella, come vi abbiamo riportato nelle scorse settimane, oggi 10 giugno è stato affrontato un tema che definire delicato è riduttivo. L’approccio è ovviamente improntato sulla massima solidarietà per tutte quelle donne che restano vittima di una violenza atroce e che, in teoria, potrebbe segnare loro per sempre.
Attraverso un post ancora visibile online e leggermente modificato negli ultimi minuti dopo l’ondata di critiche ricevute, il team di Pro Vita ha cercato di spiegare al meglio proprio pensiero sul cosiddetto aborto da stupro. Come? Raffrontando la diapositiva di un bambino nella pancia della mamma, sia in condizioni “normali”, sia in seguito ad uno stupro. Insomma, appare chiaro che la fonte voglia indurre le donne vittime di violenza sessuale a tenere il bambino, nel caso in cui il suddetto episodio abbia provocato la gravidanza.
A scatenare l’ira di coloro che considerano delicato il tema dell’aborto da stupro, oltre all’immagine originale con tanto di meme che vi abbiamo riportato ad inizio articolo, anche la frase utilizzata nel post di Pro Vita: “Tuo figlio non ha nessuna colpa, eliminarlo non cancellerà la ferita. Anzi, con lui tornerai a splendere! Coraggio!“. Insomma, un’incursione ritenuta eccessiva nel mondo così fragile di donne stuprate e vittime di un trauma che definire “forte” sarebbe forse riduttivo.
Non è un caso che successivamente Pro Vita, come accennato, abbia modificato il contenuto aggiungendo questa frase: “Visto il tema delicato, e visto che molti avete frainteso, abbiamo ritenuto opportuno chiarire meglio il nostro messaggio“. A poco è servito, perché le polemiche sull’uscita relativa all’aborto da stupro non si stanno placando.
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