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Apple rimuove dal suo store diverse VPN in Russia

Apple rimuove dal suo store diverse VPN in Russia, e la notizia è completamente conforme a quanto abbiamo detto al riguardo della c.d. “Guerra Ibrida”.

Apple rimuove dal suo store diverse VPN in Russia

Sapendo infatti che la campagna di disinformazione filorussa si poggia sul fatto che alla popolazione locale è impossibile verificare le informazioni provenienti dall’Occidente, e quindi è possibile loro fornire contenuti di propaganda costantemente falsificati, non dovrebbe essere sorprendente scoprire che il Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, della tecnologia dell’informazione e dei mass media russo (Roskomnadzor) ha richiesto e ottenuto la rimozione delle principali app VPN dall’Apple Store.

Apple rimuove dal suo store diverse VPN in Russia

Lo scopo è palese: al momento Roskomndazor ha il pieno controllo dell’informazione in Russia, con diversi portali di informazione e social media occidentali ormai oscurati.

Già in passato abbiamo visto come ancor prima degli esordi della guerra in Ucraina, nel palese tentativo di difendere la teoria dell'”Operazione Speciale”, il Cremlino si era baloccato con l’idea di isolarsi dalla Rete Mondiale, con scenari affini al “Golden Firewall” cinese o addirittura alla “Intranet di Stato” Nord Coreana.

Ovviamente non se ne fece nulla, ma l’attuale ecosistema virtuale Russo è sotto costante controllo delle autorità, cosa che rende possibile il proliferare di fake news contro l’odiato Occidente senza alcuna possibilità di verifica e rende impossibile ai cittadini di ricevere altre forme di informazione.

Red Shield VPN, uno dei gestori interessati, ha affidato ad un comunicato la sua enorme amarezza per l’accaduto, rivelando come la richiesta del Garante Russo sia stata (malamente) giustificata con la necessità di evitare “l’incitamento, la promozione o l’incoraggiamento di atti criminali o sconsiderati” e la censura sia per loro un “crimine verso la società civile”.

Non meno amara la risposta di Le VPN, che ha rivelato di aver ricevuto dalle comunicazioni di Roskomnadzor la conferma che le VPN in Russia, usate anche da servizi umanitari e giornalisti, sono ufficialmente entrate in un elenco di “risorse proibite ai cittadini russi”.

La storia ama ripetersi, e purtroppo siamo tornati ai tempi dei Rebra, coi “bravi ragazzi” del KOMSOMOL (la gioventù Leninista) a caccia di “cattivi ragazzi” con gli zaini e le giacche piani di musica occidentale per “umiliarli e condannarli”.

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