Ubriaco cerca disperso, ma il disperso era lui: potrebbe essere una metafora della condizione umana. Un memento del fatto che nessuno può veramente dire di conoscere se stesso.
Invece è la buffa disavventura (ma a lieto fine) capitata a Beyhan Mutlu, cittadino turco di 50 anni.
Beyhan, ancora alticcio a seguito di una sbornia presa, ma sempre pronto ad aiutare il prossimo, aveva deciso di unirsi ad un gruppo di volontari che collaboravano alla ricerca di un uomo smarrito.
Una persona che, secondo la denuncia dei suoi amici, si era allontanato nei boschi durante un’escursione, dato per disperso dopo i numerosi tentativi della moglie di contattarlo al telefono e dei suoi amici di ritrovarlo.
E qui la storia di “ubriaco cerca disperso” diventa decisamente strana, o meglio subisce un colpo di scena degno di una sitcom. O della scena della serie animata e a fumetti “Le Bizzarre Avventure di JoJo” in cui Joseph Joestar, avventuriero americano degli anni ’30, si presenta al suo funerale per chiedere ai suoi amici quale loro amico comune sia perito in sua assenza.
Quando i soccorritori cominciano a chiamare Beyhan per nome, l’alticcio Beyhan comincia a rendersi conto dell’accaduto e risponde di essere lì, in mezzo a loro.
Ai soccorritori non è rimasto che riportare l’uomo a casa.
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