Ci è stato chiesto se troppo profumo fa male ed effettivamente celebrità come Michelle Pfeiffer, in tempi non sospetti, hanno lanciato linee di profumi “sicuri e naturali”.
Pubblicità gratuita da parte di una celebrità? Non tanto: a parte che è la dose che fa il veleno, i profumi come ogni creazione umana a contatto col corpo devono soggiacere a precise regole.
Troppo profumo fa male? Occhio alle etichette!
Mangereste qualcosa raccolto da un luogo ignoto, composto di componenti ignoti? No? Allora non capisco perché dovreste aspergervi di profumi dall’etichetta non chiara.
Secondo una inchiesta di Greenpeace di quel periodo (2019) gli ingredienti chimici dei profumi più dannosi per l’uomo e per l’ambiente sarebbero due: gli estèri di ftalato e i muschi sintetici. Questo perché “questi prodotti chimici sono conosciuti per essere dannosi per la salute e possono causare danni irreversibili una volta che hanno penetrato il corpo inalandoli o attraverso la pelle”.
Peraltro accumulando un danno cronico, non istantaneo: tali elementi sarebbero assorbiti nel corpo e resterebbero a farci compagnia per lungo periodo.
La soluzione? L’Unione Europa ed enti internazionali come IFRA hanno regolamentato le materie prime dei profumi in modo non dissimile da quello che abbiamo visto per le etichette alimentari.
Sia per i cibi che per i cosmetici abbiamo l’enorme fortuna di poter consultare le etichette: facciamolo.
Andrebbero poi evitate etichette poco chiare e esclusi i cosmetici di imitazione. Non solo perché comprare profumi a marchi contraffatti espone alle severe pene per il reato di incauto acquisto, ma perché sovente essi contengono contenuto sovrabbondante di alcol e si concedono scorciatoie sugli ingredienti ammessi che li rendono un pericolo.
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