Silvia Sardone minacciata di morte e stupro sul suo profilo Instagram. La notizia arriva dalla diretta interessata che sui social ha pubblicato lo screenshot di alcuni messaggi privati ricevuti da un presunto account fake che si identifica come “noi stranieri”. I messaggi di intimidazione arrivano a seguito della protesta della Lega contro la moschea proposta dal sindaco Sala in via Novara, a Milano. Il 26 settembre, infatti, Silvia Sardone aveva comunicato sui social che la Lega aveva organizzato una raccolta firme.
Silvia Sardone ha pubblicato questo screenshot il 5 ottobre 2020 e ha aggiunto:
Da giorni ricevo sui miei canali social minacce di morte, di stupro e insulti feroci per il mio no, condiviso da tutta la Lega e dal centrodestra, alla moschea provvisoria che il Comune di Milano intende installare nell’area di Via Novara.
Questi insulti, moltissimi dei quali provenienti da profili di stranieri, evidenziano, una volta di più, che c’è un odio latente verso coloro che osano chiedere regole, controlli, sicurezza in merito al tema delle moschee.
Non saranno certo queste minacce di stupro o di morte a fermarmi dal denunciare la sottomissione del Pd a certe comunità islamiche. Continuerò a stare al fianco dei cittadini che chiedono la chiusura delle moschee abusive, dopo aver ascoltato per anni le promesse del Sindaco Sala ed essere poi rimasti delusi. Ho già dato mandato al mio avvocato per denunciare questa gentaglia.
Ribadisco che le minacce di questi frustrati non mi fermeranno, la nostra battaglia a testa alta al fianco dei milanesi che dicono no alla moschea continuerà
La notizia è stata ripresa da altre testate che riportano anche altri messaggi intimidatori ricevuti dall’europarlamentare della Lega. Un commentatore, alla luce del tenore dei messaggi ricevuti, rilancia una necessità che potrebbe diventare utile per tutelarsi dagli odiatori dei social:
Connessione obbligatoria del proprio documento di identità al proprio profilo. Le persone devono cominciare a rispondere di quello che scrivono sui social network, soprattutto quando si tratta di insulti e minacce.
Lo staff di Bufale.net aveva trattato l’argomento in un editoriale dedicato.
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