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Se avete creduto al “Kinder fetta a blatte” abbiamo un problema

Ci segnalano i nostri contatti la presunta pubblicità di un “Kinder fetta a blatte” con insetti. Il manifesto esiste, ma ovviamente non è la pubblicità di un prodotto esistente.

Se avete creduto al “Kinder fetta a blatte” abbiamo un problema

Come vedremo nel prosieguo, si tratta di “subevertising”, un movimento promozionale di lotta all’invasione delle pubblicità nel nostro panorama cittadino e nelle nostre menti.

Se avete creduto al “Kinder fetta a blatte” abbiamo un problema

Ovviamente Kinder non ha mai avuto intenzione di produrre una “fetta alle blatte”, e neppure c’entra con la stesura del manifesto, che riporta in fondo la dicitura “Feccia”.

Tale dicitura è la firma dell’artista sovvertista “Illustre Feccia”, autore del 2019 di un’affissione pseudopubblicitaria chiamata “Ministro dell’Inferno” in cui accusava il Governo GialloVerde di essere causa delle morti nel Mediterraneo, di una serie di manifesti in difesa del reporter e attivista Julian Assange e di manifesti “blasfemi” su Madre Teresa di Calcutta e sulla defunta Regina Elisabetta II, quest’ultima reimmaginata come simbolo del colonialismo Inglese.

La corrente artistica cui fa capo l’Illustre Feccia si basa esattamente su questo: comprare o altrimenti occupare (il manifesto sulla Regina Elisabetta II è stato, citando testualmente le sue parole, “rapito” e poi stencilato per essere ricollocato nella vetrinetta originale) spazi promozionali con contenuti sconcertanti, spaventosi o che obbligano a riflettere.

Si tratta di “culture-jamming”, “inceppamento o sabotamento culturale”. La gente viene posta dinanzi all’inaspettato e allo scioccante: provando sconcerto e straniazione, viene portata a rendersi conto dell’innaturalità della pubblicità invasiva, imparando così a rigettarla.

Ovviamente, non esiste alcun “Kinder fetta a blatte”: esiste un finto cartellone pubblicitario, inquietante e spaventoso, che costringe l’uditorio a fermarsi e riflettere sui meccanismi della pubblicità.

In una doppia sovversione però tale manifesto appare in un periodo in cui la “guerra agli insetti” diventa parte della “guerra ibrida” contro l’Europa stessa.

A questo punto, chi vuole credere al complotto dell’Europa per costringerci al consumo coatto di insetti, vedrà nella locandina indicazione in tal senso.

Conclusione

Lo spot di “Kinder fetta a blatte” non è creato per promuovere il consumo di insetti, ma per disincentivare l’uso di pubblicità in spazi pubblici e criticare i meccanismi della stessa.

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