Russia, approvato farmaco a base di plasma iperimmune: questa è la notizia rilanciata da Rostec e condivisa da alcuni portali italiani come collegata alle terapie a base di plasma viste anche in Italia.
Vanno ovviamente precisate una serie di cose: innanzitutto non è una notizia veramente “bomba” o una novità. Che Rostec stesse sperimentando un farmaco, COVID-globuline, a base di plasma iperimmune si sapeva da marzo.
Quando era cominciata una approvazione condizionata per un numero limitato di casi, con i risultati per l’autorizzazione “piena” destinati ad arrivare a Dicembre, come dichiarato dalla stessa Rostec sin da Luglio.
Cosa che è accaduta.
Secondo Rostec il farmaco a base di plasma iperimmune COVID-globuline dispiega la sua efficacia nel prevenire la c.d. “tempesta di citochine”. Ovvero, negli stadi iniziali della malattia, previene che un sistema immunitario poco avvezzo all’incontro col virus, specialmente in assenza di vaccinazione aggredisca in modo indiscriminato sia l’infezione che cellule sane. Incidentalmente, questo è il motivo per cui la vaccinazione è particolarmente efficace contro le forme gravi.
Secondo i dati forniti da Rostec il farmaco si è dimostrato efficace nel 70% dei pazienti curati negli stadi iniziali dell’infezione.
Dato diverso da quanto riscontrato in studi americani sul Plasma Iperimmune, con una differenza che Rostec attribuisce ad un particolare processo produttivo che consentirebbe di selezionare solo plasma particolarmente ricco di anticorpi ulteriormente trattato per garantire un’elevata concentrazione nel farmaco.
Il risultato, ricorda Rostec, non è alternativo ma è uno strumento in più da impiegarsi assieme alla vaccinazione, dove solo il 45% degli abitanti ha terminato almeno il ciclo di vaccinazione primario.
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