PRECISAZIONI “Memorizzate ‘sta faccia di m***a! Ha ucciso 4 cuccioli e la mamma!”

La segnalazione di oggi riporta un fatto gravissimo.

Il 14 ottobre 2017 sul blog di Repubblica compariva un articolo:

Quattro cuccioli e una mamma, meticci di cane da caccia, uccisi a percosse – uno addirittura decapitato – quindi lanciati dalla finestra.

E’ accaduto qualche settimana fa a Foligno, in pieno centro abitato. Durante una notte di settembre l’attenzione di un passante era stata richiamata da guaiti disperati provenienti da un balcone, e alzando lo sguardo aveva visto volare sul selciato il corpo senza vita di un cucciolo, che andava ad aggiungersi a quelli dei suoi compagni di disgrazia.

L’intervento della Polizia veterinaria della USL permetteva il recupero dei cadaveri, sottoposti a esame autoptico, e all’identificazione del proprietario attraverso il microchip della femmina adulta.

Immediata la reazione delle associazioni animaliste, dalla denuncia per maltrattamento e uccisione di animali, nonché simulazione di reato, sporta dalla locale Il grande sogno, cui si è prontamente unita LNDC-Animal protection, cosicché la Procura di Spoleto ha aperto un procedimento penale sul caso.

LNDC ha inoltre richiesto urgenti misure di tutela per un altro cane che sarebbe rimasto nella casa dove si è consumato un simile scempio.

“Oltre a rispondere per il reato di cui all’ art. 544 bis c.p., il responsabile della carneficina si vedrà contestata l’aggravante dei motivi abietti o futili” ricorda la presidente Piera Rosati, che poi aggiunge:  “Gli episodi di ferocia gratuita sugli animali stanno diventando sempre più frequenti e preoccupanti, tanto da poter essere considerati un vero indicatore di allarme sociale. E’ dunque indispensabile che tali inqualificabili azioni vengano punite in modo esemplare, e che al tempo stesso le istituzioni promuovano efficaci campagne di sensibilizzazione e informazione sul corretto rapporto uomo-animale e sull’universale concetto di rispetto”.

Lo stesso giorno New Fidelity House riprendeva la notizia. Dopo l’agghiacciante tragedia, dunque, sono intervenute la Polizia veterinaria e l’USL, e a procedere con la denuncia per maltrattamento, uccisione di animali e simulazione di reato sono state le associazioni animaliste Il grande sogno e la Lega Nazionale Difesa del Cane.

La strage si è consumata l’11 settembre a Foligno, come riporta Umbria Domani. A fare le spese di questa follia umana è stato il cane Asia con i suoi quattro cuccioli, uno dei quali è stato decapitato. La trasmissione televisiva Le Iene ha dedicato alla vicenda un servizio, nel quale ha intervistato i vicini di casa del proprietario degli animali barbaramente uccisi. L’uomo, secondo i racconti, risulta essere noto per continui schiamazzi ed episodi di squilibrio, e per essere solito gettare oggetti dalla finestra.

Durante il servizio dell’inviato Filippo Roma, il proprietario viene raggiunto mentre si reca alla Caserma dei Carabinieri per l’obbligo di firma – si tratta, dunque, di un pregiudicato – e quando le domande si stringono intorno alla sua sospetta responsabilità per la morte dei suoi cani, l’uomo reagisce violentemente.

Il 23 ottobre Perugia TodayToday riprendono il servizio de Le Iene e scrivono che il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali e il Partito Animalista Europeo hanno organizzato una manifestazione sotto l’abitazione dell’uomo.

Perché parliamo di Precisazioni?

Non solo: perché non rendiamo pubblico il volto e il nome dell’uomo al centro di questa terribile vicenda, mettendo il link diretto al servizio trasmesso da Le Iene? La vicenda è reale e documentata sulle testate nazionali, locali e appunto dal servizio andato in onda su Italia 1. Non ci sentiamo, tuttavia, di rendere noto il profilo di un uomo sul quale è stata sì depositata una denuncia, ma – come già scriveva il 9 ottobre Umbria Domani le indagini sono condotte dalla Procura della Repubblica di Spoleto. L’uomo, contattato dalla Polizia Veterinaria, per il momento ha negato tutto. A fare chiarezza penserà la Magistratura.

Per il momento, dunque, non possiamo diffondere le generalità di un uomo sul quale le indagini non sono ancora concluse. Parliamo di precisazioni perché non esistono altri aggiornamenti.

Saremo lieti di aggiornarvi in un prossimo articolo.

Nel frattempo è sempre bene evitare di inaugurare una caccia all’uomo quando le indagini sono ancora in corso. La gogna social potrebbe avere spiacevoli conseguenze non solo per chi la subisce – e noi comprendiamo la forte rabbia che questi episodi suscitano, la comprendiamo davvero – ma anche per chi la mette in atto. A tal proposito avevamo creato una guida utile.

 

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