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“Pray for Croatia” ma è Amatrice dopo il terremoto del 2016, e non fa ridere

“Pray for Croatia”, recita un’immagine che mostrerebbe una foto aerea scattata dopo il terremoto che ha colpito la Croazia il 29 dicembre, con scosse di magnitudo 6.4. La foto, oltre alla scritta, ospita l’emoji che piange quasi per dare un taglio più cringe al contenuto. I nostri lettori ci chiedono di verificare l’autenticità dell’immagine.

Oltre a comparire su profili di utenti in buona fede l’immagine sta facendo il giro anche tra i profili fake e per questo i nostri lettori hanno iniziato a dubitare. Arrivare all’origine dello scatto è molto semplice: con lo strumento ricerca per immagini di Google è possibile trovare altri riscontri.

Ci imbattiamo, a tal proposito, nelle numerose foto aeree scattate nelle ore immediatamente successive al disastroso terremoto che il 24 agosto 2016 colpì il centro Italia. In questo comunicato pubblicato proprio quel giorno sul sito del Consiglio Nazionale Geologi, per esempio, troviamo la stessa immagine. Il file è denominato “Distesa Amatrice macerie”.

La stessa immagine era stata ripresa per le prime pagine delle edizioni cartacee di alcuni quotidiani. È il caso del Secolo XIX, come riporta questa rassegna stampa pubblicata da Today il 24 agosto 2016.

Quotidiano.net lo stesso giorno riportava alcune foto aeree. Tra queste troviamo lo stesso scatto che scopriamo provenire dall’Ansa. Si tratta proprio di Amatrice fotografata dall’alto nel 2016, non di un centro urbano della Croazia raso al suolo dopo il terremoto del 29 dicembre.

È il caso di essere perentori: un errore può umanamente verificarsi, ma la viralità di una foto che confonde due tragedie non può circolare liberamente, non se ci sono delle vittime. Non esistono tragedie simili ad altre: ogni tragedia è un momento a sé, è un dolore a sé, altrimenti si perde il rispetto per ogni singola vittima. Ci ritroviamo a ribadire che chi ha condiviso questa foto si è fidato di una semplice immagine con scritta sovrimpressa, un contenuto che può creare chiunque ma che non garantisce mai un’informazione, se non accompagnato da fonti. Se volete approfondire – e se avete condiviso questa foto è il caso che lo facciate – vi consigliamo questo articolo.

Non abbiamo idea di chi sia il creatore dell’immagine, sappiamo soltanto che devono cessare le condivisioni nel rispetto delle vittime di entrambe le realtà.

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