C’è tanta disinformazione oggi 28 aprile, per quanto riguarda la delicata questione della variante indiana e della relativa efficacia del vaccino Pfizer. Alcuni titoloni di giornale, come al solito, stanno alimentando inutile allarmismo, perché se da un lato è vero che ci sono ancora molte cose da scoprire sul modo in cui si sia riprodotto il Covid, allo stesso tempo mandare messaggi sbagliati potrebbe far vacillare ulteriormente la fiducia che l’italiano medio ha nei confronti della scienza. Con conseguente calo potenziale del numero dei vaccinati.
Va detto che su Pfizer abbiano preso piede storie molto particolari, come quella di un presunto aggiornamento del vaccino, con tanto di microchip. Questa, almeno, è stata l’ultima fake news in ordine di tempo che abbiamo avuto modo di prendere in esame sulle nostre pagine. Oggi, invece, è importante analizzare in modo più dettagliato le prime reazioni dell’azienda dopo l’arrivo sulla scena della variante indiana. Basti pensare a quanto riportato da Giornalettismo, che a sua volta ha condiviso le recenti dichiarazioni del fondatore di BioNTech, vale a dire Ugur Sahin:
“La variante indiana presenta delle mutazioni che abbiamo già studiato e contro le quali il nostro vaccino ha dimostrato di funzionare. Questo è alla base della nostra fiducia“.
Quelle di Ugur Sahin sono dichiarazioni fresche di giornata, che ci danno un contributo fondamentale per analizzare al meglio la situazione attuale sul vaccino Pfizer nei confronti della variante indiana. Allo stesso tempo, i riscontri di oggi da parte dell’OMS ci consentono anche altre sentenze. Ad esempio, la storia del pellegrinaggio nel fiume Gange all’origine di questa variante, almeno per ora, non è verificata.
La stessa variante indiana, infatti, al momento è registrata in 17 Paesi e non ci sono ancora evidenze scientifiche in grado di dirci da dove sia partita. Piano con le sentenze, dunque, a prescindere dal fatto che per ora il vaccino Pfizer sembra fare il suo dovere anche in questo specifico contesto.
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