Una notizia davvero ironica quella che ci è stata segnalata: secondo un articolo del sito Tgcom24, un account facebook sarebbe stato bloccato perché riportava come nome Isis. La proprietaria del profilo fa davvero Isis di nome e si lamenta su Twitter dell’accaduto. Tanto ironica quanto vera.
L’articolo del sito Tgcom24, datato 18 Novembre 2015, riporta le vicende di Isis Anchalee, programmatrice di San Francisco, a cui Facebook avrebbe bloccato l’account il 16 Novembre 2015, come riporta questo Tweet di lamentela.
Proseguirà con le lamentele il giorno dopo, con il tweet seguente che riceve un alto numero di condivisioni:
Riceverà il 17 novembre alle 22:37 una risposta da Omid Favirar, dipendente Facebook:
Alle 22:52 ecco un nuovo tweet da Omid Farivar per riferire a Isis che tutto è stato risolto:
Omid Farivar è dipendente Facebook, da quanto riportato nel suo profilo Twitter, profilo Facebook e dal suo sito personale.
A parlare della vicenda ci sono il The Telegraph e Fox29 lo stesso giorno, l’IBTimes e la CBS il 19 Novembre 2015.
A inizio 2015 un’impresa edile della Nuova Zelanda, chiamata “ISIS Building Inspections”, dovette cambiare nome in seguito ad alcune segnalazioni presso la polizia:
Police visited ISIS Building Inspections’ Auckland office last year after “someone complained that we were possibly a terrorist organisation”.
In questa foto vediamo la General Manager Carolyn Davies che rimuove la vecchia insegna aziendale:
Non è l’unico caso. Anche l’ISIS Group Australia dovette cambiare nome nel 2014. Prima del cambio nome ai dipendenti era stato chiesto di non indossare le divise riportanti la scritta Isis.
Sempre nel 2014 una società dolciaria belga, la ISIS Chocolates, dovette cambiare nome.
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