Ci segnalano un articolo pubblicato il 2 gennaio 2018 su Libero Quotidiano:
Immigrato somalo entra in sala parto a Roma e tenta di stuprare una donna in travaglio
Scandalo in un ospedale di Roma dove un somalo, dopo aver superato ogni tipo di controllo, è entrato in sala parto e ha tentato di violentare una donna in pieno travaglio. Protagonista della vicenda è un cittadino somalo di 38 anni che, in un magazzino dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, ha rubato l’uniforme verde da infermiere e dopo essere riuscito ad entrare in sala parto ha appunto tentato di violentare una donna di 43 anni. L’uomo è stato arrestato dagli agenti del commissariato Esposizione lo scorso il 31 dicembre con l’accusa di violenza sessuale.
Oggi i giudici della quinta sezione penale di Roma hanno convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere. L’autore della violenza, in Italia da alcuni anni e con diversi precedenti, è entrato in sala parto mentre la donna era in pieno travaglio per partorire. L’ha palpeggiata e ha iniziato a masturbarsi facendo scattare la reazione della donna che ha iniziato ad urlare facendo intervenire gli infermieri e un medico che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.
La difesa del somalo chiederà la perizia psichiatrica. Il processo è fissato per il 10 gennaio.
L’aggressore risponde al nome di Ali Abdella (Il Giornale) e ha 38 anni. Per lui è previsto il rito abbreviato. Come scrive Il Messaggero, dinanzi al giudice per la convalida del fermo ha detto «Solo Dio sa perché l’ho fatto». La Stampa riporta che l’uomo, dopo essersi impossessato di una divisa da infermiere sottratta dal magazzino dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, si è introdotto nella sala travaglio e ha trovato la donna, 43 anni. Dopo averle chiesto come andava ha iniziato a palpeggiarla sulla coscia sinistra e nelle parti intime, per poi masturbarsi. Alle grida della donna sono accorsi i sanitari dell’ospedale che hanno prontamente avvertito la Polizia.
L’uomo, difeso dall’avvocato Alessia Giordano, non sa spiegare il perché si trovasse al Sant’Eugenio alle 16 del 31 dicembre. Ticino Online conferma l’esistenza di precedenti a carico dell’aggressore.
La notizia, tristemente, è dunque vera.
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