NON CONDIVIDERE Armando Schiaffini giustifica stupro ed omicidio di Desirée su Facebook

Sta creando ferocissime discussioni in queste ore un post da parte di un certo Armando Schiaffini, relativamente alla sua presa di posizione dopo l’omicidio e lo stupro della povera Desirée, la ragazzina di 16 anni trovata morta a Roma pochi giorni fa presumibilmente dopo una violenza sessuale di gruppo. Come si potrà notare dal nostro approfondimento del 25 ottobre, il messaggio pubblicato da questo profilo crea effettivamente i presupposti per polemiche, offese e tantissimi commenti. Il motivo? Si trova in qualche modo una giustificazione alla violenza compiuta da alcuni extracomunitari. Non siamo soliti indicare i nomi di questi personaggi, ma visto che al momento abbiamo solo il forte sospetto che si tratti di un troll abbiamo deciso di fare un’eccezione.

Ora, premesso che le indagini siano attualmente in corso per capire per mano di chi sia stata stuprata e uccisa Desirée, occorre precisare alcune cose in merito allo stesso Armando Schiaffini. Come riportato in precedenza, dalla sua pagina Facebook emerge il profilo di un accanito antifascista, ma la natura estrema di alcuni post, che talvolta sfociano nel paradossale, ci inducono a credere che si tratti di un troll, come trapela anche in Rete.

Armando Schiaffini

Cosa vuol dire questo? Con ogni probabilità non esiste nessun Armando Schiaffini e, di conseguenza, nessuno che intende in qualche modo giustificare una violenza atroce come quella perpetrata alla povera Desirée. Il gioco sta dunque nell’accendere un sentimento negativo verso una categoria di persone (in questo caso, appunto, gli antifascisti), e più in generale buttarla in “caciara”. Questo il post incriminato.

La questione relativa alle violenze sessuali portate a compimento dagli extracomunitari da tempo rappresenta un argomento tabù in Italia, come del resto avrete notato anche da un nostro recente articolo. Il post pubblicato da Armando Schiaffini, però, non deve trarre in inganno perché questi personaggi creano contenuti social con il solo scopo di alimentare discussioni, possibilmente offese, e di conseguenza anche la popolarità di profili creati per alimentare flame. Come avvenuto in occasione dello stupro e dell’omicidio della povera Desirée.

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