Salvini poco fa ha voluto chiudere la vicenda dell’aggressione che lo ha visto vittima e protagonista nella giornata di mercoledì. Spegnendo tutte le polemiche, però, il leader della Lega ha acceso un altro fuoco: “Certo, se la camicia fosse stata strappata a Conte o a Zingaretti, sai che coro..”. Questo, poco prima di aver lamentato il silenzio di Conte sulla vicenda, nonostante il Premier abbia espresso solidarietà in mattinata. Ne ha parlato anche Adkronos.
Intanto, non si arresta il proliferare di fake news sulla vicenda capitata a Matteo Salvini a Pontassieve, con una donna di origini congolese che ha strappato la camicia del leader del carroccio. Sappiamo come dopo l’accaduto si sia diffusa la notizia falsa che questa donna di origini congolesi avesse un passato fatto di precedenti penali per spaccio, sfruttamento dell’immigrazione e della prostituzione. Si è montato insomma un caso per screditare ancor di più questa ragazza, ma ora addirittura si parla di lei come una collaboratrice di Kyenge.
Proprio l’ex ministro dell’integrazione è stata contattata da Adkronos per porle qualche domanda riguardante l’accaduto di Pontassieve, ma ciò che ha irritato non poco Cecile Kyenge è che la donna di origini congolesi è stata identificata come una sua collaboratrice. La Kyenge si è limitata semplicemente a dire che non c’entra assolutamente nulla con questa vicenda, non è una cosa che la riguarda e quindi non la commenta. Eppure nelle ultime ore diverse notizie parlavano di un legame tra la donna di origini congolesi e Cecile Kyenge, notizie però campate in aria e senza alcuna base, visto che in realtà le due donne non si sono mai incrociate in vita loro.
Una fake news creata ad hoc per continuare ad alimentare le polemiche politiche che stanno attanagliando il nostro Paese, soprattutto in questa fase così delicata che riguarda le elezioni. La donna che ha aggredito Salvini nella giornata di ieri a Pontassieve lavora per il servizio civile del paese e più volte in passato è stata vittima di discriminazioni razziali, almeno ciò è quanto emerso dall’intervento della sindaca di Pontassieve sull’accaduto.
La giovane donna quindi si è accanita contro Salvini perché evidentemente non appoggia il pensiero del leader della Lega in materia di immigrazione, un gesto che deve essere comunque condannato perché dalle parole si è passati alle mani e la violenza non è mai risolutrice dei problemi. Un’altra bufala che prende piede chiaramente in gruppi social di stampo sovranista, come avvenuto già nella giornata di ieri. E’ bene quindi ribadire il concetto come tra la donna congolese che ha strappato la camicia di Salvini e Kyenge non ci sia stato mai alcun tipo di legame, ma si è trattata dell’ennesima bufala creata per cavalcare l’episodio social del momento.
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