Ci segnalano i nostri contatti un articolo per cui si viene privati delle gite scolastiche con la media del sette, ovvero “si resta a casetta”. Si tratta sostanzialmente della solita opera di clickbait, anzi di terrorbait, proveniente dal solito circuito noto per simili notizie.
No, non si viene privati delle gite scolastiche con la media del sette
Ed è lo stesso articolo a dirlo: titolo caricato con Ultim’ora Ministero dell’Istruzione: da oggi sei fuori con la media inferiore a 7 | puoi rimanere a casetta, primo paragrafo dedicato a descrivere il presunto divieto del “Ministero” e tutto il resto del testo un muro di testo lungo e convoluto che nega quanto detto prima derubricandolo a voce di corridoio infondata.
Si tratta del gioco letterario del clickbait già descritto da Giovannino Guareschi in una celebre storia breve in cui gli viene chiesto di ridenominare un pezzo di colore sui bambini che aspettano la Befana in Aiuto! Sbudellano la vecchia e il sangue scorre per le scale rosso e fumante come vino brulè!, aggiungendo un cappello introduttivo in cui i bambini in attesa della Befana odono un grido e si convincono che qualcuno ha sgozzato la donatrice di doni spargendo il suo sangue per tutto il condominio con l’apposito scopo di avere un titolo thriller.
Notare è lo stesso articolo che nel suo lungo testo (lungo perché così sembrerà contenuto di pregio e secondo gli algoritmi degno di entrare nel novero delle Notizie Google) che precisa che le indicazioni ministeriali citate “criteri educativi, inclusione e responsabilità degli studenti” e non certo di voti.
Ma se creare un articolo che parla di come uno studente irresponsabile e incline a causare problemi potrebbe causarne in gita diventa un’ovvietà poco cliccabile, inventarsi un divieto per gli studenti leggermente al di sopra della sufficienza comporta una corsa al click ed alla divulgazione.
Cosa che è lo scopo del clickbait: cavalcare l’algoritmo per ottenere interazioni facili, ma non di qualità.
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