No, non è vero che Benigni è nominato nei file del caso Epstein, dato contenuto in un post X con un titolo manomesso (anche male) con sistemi di editing video di un articolo di Repubblica.
No, non è vero che Benigni è nominato nei file del caso Epstein
Del resto come ricorderemo in questo stesso articolo, essere nominati nella corrispondenza di Epstein non significa essere parte dei suoi crimini, ma si può finire nella corrispondenza anche come persona terza citata per un qualsiasi motivo che interessava all’imprenditore e faccendiere, centro di una rete di potere ancor prima che criminale.
Lo screenshot è un post modificato di un testo di Repubblica chiamato Spunta il nome di Salvini nelle comunicazioni tra Epstein e Bannon.
Testo che peraltro non comporta una partecipazione del politico italiano alla vita di Epstein, o anche solo una conoscenza dello stesso, ma implica il fatto che Epstein tenesse d’occhio anche la politica europea, esaminando i risultati elettorali costantemente, alla ricerca di occasioni di profitto.
L’articolo originale
Nella sua corrispondenza con il dirigente d’azienda e ex Capo stratega della Casa Bianca e consigliere senior del Presidente degli Stati Uniti Steve Bannon, politico sovranista, Epstein raccoglie informazioni sulla politica Europea, entrambi auspicando come l’Europa era ai loro occhi un laboratorio politico e sociale e a seconda di chi avesse vinto le elezioni e quindi tracciato la linea comunitaria in tema anche economico (vedasi l’allora ricco settore delle cryptovalute, che nel 2018 rappresentava per l’economia la rivoluzione che sono le AI oggi) si sarebbero potuti trarre elementi per valutare interessi a livello mondiale.
Epstein infatti nella sua corrispondenza viene visto e si descrive come una sorta di acuto osservatore pronto a trarre elementi utili per i suoi affari dal raccogliere informazione su politica e finanza di tutto il mondo, usando la sua corrispondenza oltre che per i suoi crimini come laboratorio per le sue azioni economiche, e la sua corrispondenza con Bannon lo vede raccogliere dal politico americano di estrema destra informazioni non solo sul governo Giallo-Verde, ma sugli indirizzi politici del Movimento 5 Stelle grillino e sulla francia Lepenista alla ricerca di elementi.
L’unica menzione di Benigni in assoluto è un volantino del film To Rome with Love di Woody Allen, che tra gli attori aveva anche Benigni, e che conferma un certo interesse, dovuto alle sue attività, di Epstein per il cinema.
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