Morta a 32 anni dopo Astrazeneca: rimborso di 77mila euro. Questa la notizia del giorno.
Notizia che, a latere, conferma quello che sapevamo. Non esistono norme per negare il rimborso ad eventuali danneggiati da vaccino.
Una risalente fake news diffusa ad inizio anno insinuava infatti che non fosse possibile il risarcimento dei danni provocati dalla vaccinazione: cosa come abbiamo visto non rispondente al vero.
Come per ogni altra vaccinazione o trattamento sanitario, chi ritiene di aver subito una lesione può rivolgersi allo Stato. Anzi, per le vaccinazioni antiCOVID vi è un fondo da 150 milioni di euro.
Nel caso di specie un procedimento giudiziario ha stabilito un nesso eziologico tale da giustificare l’istituto risarcitorio tra la vaccinazione e la tromobosi cerebrale che ha colpito la vittima, insegnante di 32 anni.
Va premesso infatti che la realtà giudiziaria si basa caso per caso: bisogna valutare che nel caso tale l’evento tale si svolto in un determinato modo.
E sappiamo anche che, effettivamente, uno dei motivi per cui Astrazeneca è scomparso dall’orizzonte vaccinale, spinto lontano su determinate fasce di età e poi sostituito dai preparati a mRNA era proprio l’esistenza di rari effetti trombotici.
Secondo il Tribunale, si rientra in questi casi: con l’evento descritto come “un caso modello di reazione rarissima e gravissima avversa”.
Esclusa la responsabilità penale dei medici, il procedimento potrebbe proseguire in sede civile per questioni relative all’ammontare della somma.
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