In Italia tutti possono avere le idee politiche che reputano più corrette (a dirla tutta, non proprio tutte da circa 80 anni a questa parte), ma mandare gli auguri di buon 25 aprile ricordando ad alcuni contatti le bufale storiche sul Fascismo potrebbe essere sempre un’idea sana in un contesto del genere. I social, a quanto pare, con il trascorrere degli anni hanno in parte rivitalizzato l’immagine di uno schieramento politico che probabilmente ha introdotto a suo tempo il concetto di fake news in questo specifico contesto.
Qualche esempio? Inviare gli auguri di buon 25 aprile potrebbe indurvi in primis a ricordare a chi di dovere che il Fascismo non abbia inventato il sistema pensionistico o la tredicesima. L’INPS nasce nel 1898, come ci viene ricordato da diverse fonti, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori su temi come vecchiaia, invalidità e morte. Il ventennio ha solo portato l’aggiornamento del nome in INFPS, nel 1933. Addirittura sul sito dell’INPS ci sono rimandi chiari sotto questo punto di vista.
Per quanto riguarda la tredicesima, la svolta vera e propria si è avuta con l’estensione agli operai, frutto di un accordo che è stato ufficializzato e ratificato solo il 27 ottobre 1946. Insomma, dopo la Seconda Guerra Mondiale e la fine dell’epoca fascista. Ancora, la cassa integrazione diventa tale e come la conosciamo noi oggi in seguito al decreto legislativo 788 del 9 novembre 1945. Tante le documentazioni online che attestano fatti in buona sostanza incontestabili.
C’è poi la storiella delle case popolari agli italiani frutto dell’impegno di Mussolini, quando la prima legge sul tema in questione è arrivata nel 1903. Nello specifico, stiamo parlando della legge 251 del 31 maggio. Quanto ai treni in orario, l’evoluzione della rete ferroviaria è stata portata a termine prima del ventennio, ma i ritardi ci sono stati da sempre: prima, dopo e durante il Ventennio.
Oltre alle imprecisioni sull’epoca fascista che abbiamo trattato in passato con altri approfondimenti, ci sono altri aspetti da valutare. Ad esempio, sulla matrice razzista del Ventennio abbiamo anche il divieto sui matrimoni tra ebrei ed italiani di razza ariana da novembre 1938. I documenti forniti dallo storico Enzo Collotti sono utili per comprendere che determinate decisioni e politiche “limitanti” non siano mai state imposte dalla Germania, ma che al contrario fossero frutto di indipendenti politiche interne.
Poco citata dagli storici anche la Disciplina dell’esercizio delle professioni, che dal 29 giugno 1939 ha imposto notevoli limitazioni a tanti professionisti ebrei. Fare gli auguri di buon 25 aprile con queste nozioni potrebbe essere interessante.
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