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L’Ucraina cambia le norme per il reclutamento: la guerra continua (anche se non la vediamo)

Sono passati ormai oltre due anni dall’inizio del conflitto: l’Ucraina cambia le norme per il reclutamento perché dopo due anni di guerra fisica e ibrida entrambi gli schieramenti cominciano a sentire decisamente il peso dello sforzo bellico.

L’Ucraina cambia le norme per il reclutamento: la guerra continua (anche se non la vediamo)

“Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” non è mai stato una realtà più presente: nei salottini nostrani si fa a gara a stupirsi di realtà ovvie. In guerra si muore, in guerra servono soldati, la guerra esiste anche se scalcinate fake news la chiamano “Operazione Speciale di Denazificazione”

E quindi le norme sulla leva cambiano.

L’Ucraina cambia le norme per il reclutamento: la guerra continua (anche se non la vediamo)

Il cambio più evidente è l’abbassamento dell’età di reclutamento dai 27 anni ai 25. Due anni, ma che portano molte più risorse al fronte.

La platea dei reclutabili si estende ora ai detenuti condannati per reati non gravi con meno di tre anni al fine pena, con esclusione radicale di criminali sessuali, pedofili, omicidi e condannati per corruzione. Modifica indice di una “fatica militare”, ma ancora bagatellare rispetto alla salva di omicidi, stupratori e autoconfessi “satanisti” inviati al fronte tra i “contractor” russi, come l’ormai deprecato battaglione Wagner e solo recentemente vincolati al fronte fino alla fine dell’Operazione Speciale come condizione per l’amnistia.

Una nuova app si aggiungerà a gli uffici di collocamento come mezzo per gli abili alla leva per aggiornare le proprie informazioni: in mancanza di questo, le sanzioni comprenderanno multe, la sospensione dei servizi consolari per gli Ucraini all’estero e la sospensione automatica della patente.

Oltre al malus, il bonus: le norme prevedono incentivi per i militari e le loro famiglie (anche se le condizioni economiche di una nazione in conflitto da due anni sembrano un ostacolo) e seguiranno norme per la smobilitazione dei soldati al fronte per periodi prolungati, non inserite nell’attuale riforma proprio stante la delicatezza della situazione.

Insomma, la guerra continua ad esistere,  e speriamo di non doverla vedere arrivare alle porte di casa per capirlo.

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