Un nuovo spettro terrorizza le Olimpiadi, uno di cui abbiamo visto le avvisaglie ieri: foto di atlete con la scritta “Not a Dude” malamente photoshoppata. Ne avevamo vista una ieri, ne avevano viste altre i colleghi fact checker di AFP, ne abbiamo viste altre oggi.
L’invasione delle foto photoshoppate “Not a Dude” colpisce i social: perché evitare
Ad esempio qui, qui e qui. Come si può vedere dall’ultima queste foto girano da tempi precedenti le Olimpiadi, molto precedenti. La spiegazione offerta nei commenti alla terza condivisione, quella in lingua inglese, è “ Some creep in Russia stole those and also photos of High school aged Athletes and photoshoped this idiocy on them.“, ovvero “un pervertito Russo ha rubato ed editato foto di studentesse in età liceale e ci ha phoshoppato questa stupidaggine”.
L’utente fornisce anche la prova delle sue asserzioni: si tratta di una foto del 2018 di un gruppo di studentesse liceali con una scritta applicata (anche malamente) sul pube.
La foto reale
Ci sono una serie di considerazioni: questo metodo di “guerriglia social” tende a banalizzare una questione complessa, come dimostra il fatto che più che un vero afflato di discussione (ma questo è anche causato dalla natura stessa dei social e dalla loro costante degradazione descritta dallo scrittore Cory Doctorow come “enshittification”, il peggioramento dei modi e dei tempi della Rete) i commenti di ogni notizia diventano un convegno di insulti spesso omotransfobici e altre cose ostative al dialogo.
Inoltre, come esplicato dai colleghi di AFP, si fa un torto a ragazze, spesso giovanissime all’epoca dello scatto il cui corpo viene diffuso con scritte photoshoppate sul pube, esposto ad attenzioni spesso lubriche e comunque da loro non desiderate e che provocano loro disagio.
Sarebbe meglio evitare.
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