Quali furono le motivazioni per le quali scoppiò la Seconda guerra mondiale? Tutti noi le conosciamo. Le abbiamo imparate a scuola. Le mire espansionistiche di Hitler, il Lebensraum..
Tutto corretto. Ma la motivazione ufficiale? Soprattutto, perché ne sarebbe servita una?
La risposta è molto semplice.
L’Anschluss dell’Austria, nel 1938, fu un primo banco di prova della potenza militare tedesca. Nonostante non fosse stato sparato neanche un colpo, la Germania nazista patì molte perdite materiali. Oltre il 60% dei carri armati si ruppe durante la marcia verso Vienna.
Francia e Gran Bretagna furono trattenute a stento dalla diplomazia di Mussolini, mentre i gerarchi nazisti, bramosi di riprendersi il cosiddetto corridoio di Danzica, pianificavano l’invasione della Polonia.
Tuttavia, le potenze alleate non avrebbero mai accettato tale azione, in quanto i governi inglesi e francesi intrattenevano degli ottimi rapporti con il loro omonimo polacco.
Fu quindi architettato un piano per giustificare, agli occhi del mondo, l’invasione della Polonia da parte della Germania. Un casus belli per evitare l’entrata in guerra delle potenze alleate. L’azione prese il nome di Incidente di Gleiwitz.
Gleiwitz è un piccolo paese tedesco posto sul confine tra Germania e Polonia.
Qui era posizionata una stazione radio. Alle 20:00 del 31 agosto 1939 l’Abwehr, il servizio segreto dell’esercito tedesco, mise in piedi una messinscena. Fu simulata una battaglia. Furono sparati dei colpi in aria udibili dai microfoni della stazione. Dei prigionieri slavi, vestiti con uniformi tedesche, furono uccisi e lasciati nella stazione per aumentare la veridicità dell’incidente. Le trasmissioni radio si interruppero e furono lanciati dei messaggi, in chiave antitedesca, in lingua polacca.
Il mattino successivo, ad invasione iniziata, Hitler annunciò il vile attacco subito.
Nonostante lo sforzo profuso per evitare una guerra almeno su vasta scala, il 3 settembre 1939 i governi alleati dichiararono guerra alla Germania nazista. Il proseguo è storia conosciuta.
E voi, conoscevate questa storia?
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