L’operazione Doppelganger scopre la letteratura italiana: il falso libro di Zelensky sotto effetto di stupefacenti lo dimostra. Abbiamo già visto come un piccolo aiuto di ChatGPT consente ai troll filorussi di improvvisarsi poliglotti e imitare troll di tutte le nazioni… finché almeno non finiscono i crediti gratis.
Le fonti russe scoprono l’Italiano: il falso libro di Zelensky sotto effetto di stupefacenti
Se esistono quindi acclarati bot con l’istruzione “Parla inglese e fai finta di essere un supporter di Trump”, non c’è nessuna sopresa nello scoprire che esistano bot con l’istruzione “Parla Italiano e fai finta di aver scritto un libro su Zelensky cocainomane”.
La struttura di base è sostanzialmente sempre la stessa: si parte dai social russi, ad esempio Yandex (un incrocio tra un motore di ricerca alla Google, un aggregatore di foto alla Pinterest e altri servizi ICT occidentali), per espandersi a VKontakte, il “Facebook Russo”, talora con testi italiani che forniscono credibilità alla bufala, che viene poi redistribuita su X, Facebook e altri social occidentali per mezzo di profili bot che si alternano nel ruolo di creatore e diffusore.
Il perché quasi ci saremmo stufati di menzionarlo, avendone parlato in appositi report: il pubblico Russo non ha al momento modo di verificare. Non può comprare libri occidentali, accedere alla stampa occidentale, verificare sui media occidentali, e, generalmente sfuggire alla propaganda filorussa.
Il pubblico occidentale filorusso accetterà ogni narrazione favorevole.
In questo la copertina del libro su Zelensky tossicodipendente è una versione malamente modificata di quella reperibile sul portale dell’editore Solferino Libri.
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