Disinformazione

La storia del “bagnino eroe denunciato per aver salvato un bambino” è un caso di disinformazione

Ci segnalano i nostri contatti un video “react” con la storia del “bagnino eroe denunciato per aver salvato un bambino”. Per chi non lo sapesse, il video react è quel genere di video dove una storia virale viene raccontata da narratori che la accompagnano con espressioni facciali o verbali esasperate (le “react” o reazioni).

In questo caso due “chicks on the right” (“Donne sulla destra”, ma “Chicks” è un termine gergale più affine al nostro “pollastrella”, nel senso derogatorio di giovane donna dall’aspetto affascinante) reagiscono con entrambi i generi di espressioni (mimica forzata e “oh mio dio”) alla presunta notizia di un bagnino eroico denunciato e condannato per aver salvato un bambino.

Peccato che non sia quello che è accaduto.

La storia del “bagnino eroe denunciato per aver salvato un bambino” è un caso di disinformazione

L’anno è il 2018: siamo nel complesso sportivo di Chelsea Piers, nel 2018. Si trattava di un campo estivo, quindi ovviamente (nonostante l’infiammatorio parere dei commentatori e delle “pollastrelle a destra”) i genitori accusati di mancata sorveglianza non potevano esserci.

La storia del “bagnino eroe denunciato per aver salvato un bambino” è un caso di disinformazione

È il senso stesso di un campo estivo: lasci i figli al campo estivo (in “colonia”, diremmo in italiano) e confidi nella gestione dello stesso. Il bambino non era solo in piscina, ce ne erano altri 8.

Secondo gli standard di sicurezza garantiti dalla struttura, un bagnino può occuparsi fino a 25 bambini per volta, aderendo alla regola dei “dieci su dieci”, ovvero vigilare sulla piscina almeno ogni dieci secondi per intervenire nei dieci secondi successivi.

Z.C., 24 anni all’epoca dei fatti, giovane bagnino, ci ha messo 4 minuti e 40 secondi per capire che uno dei bambini di cinque anni sotto la sua sorveglianza non sarebbe uscito da solo.

Solo a questo punto Z.C. interviene e ci mette altri venti secondi per recuperare il piccolo, che così è rimasto cinque minuti sott’acqua.

Non sono stati i genitori a denunciare il “bagnino eroe”, bensì la struttura ha contattato le autorità per i primi soccorsi mentre il bagnino “eroe” effettuava resuscitazione cardiopolmonare e la polizia e i PM, acquisiti gli atti hanno stabilito di procedere contro Z.C.

A questo punto della storia, da un lato la difesa legale dei genitori del piccolo, contrariamente a quanto insinuato nel video, ha richiesto che il bagnino non fosse condannato, e dall’altro la difesa del bagnino ha eccepito che sì, lo stesso era stato effettivamente negligente nei suoi compiti ma “non così tanto da giustificare la condanna”.

Del resto secondo l’avvocato di Z.C. “Non stava fumando o leggendo un libro, stava sorvegliando la piscina”

Non dello stesso giudizio è stato il giudice Gary White, che accogliendo la teoria per cui semplicemente Z.C. “il bagnino eroe” stava sorvegliando la piscin e gli è sfuggito un bambino sott’acqua per cinque minuti, ha commentato la sua performance con un secco

“E se questa è la sua abilità di bagnino, sarebbe meglio per tutti se non lavorasse mai più”

Nonostante questo, e nonostante il P.M. a questo punto del processo aveva rilevato come, calcoli alla mano, Z.C. avrebbe avuto dalle 27 alle 28 occasioni per notare un bambino che stava annegando e non ci era riuscito, cosa che avrebbe giustificato una condanna per lesioni e la perdita in perpetuo della licenza di bagnino, il fatto che alla fine dei cinque minuti abbia contribuito a salvarlo ha pesato sul giudizio finale.

Una condanna a due anni con sospensione condizionale della pena e il divieto di lavorare come bagnino in quei due anni, con possibilità di essere riabilitato con non menzione della condanna nel casellario giudiziario (e quindi possibilità di lavorare come bagnino nuovamente) in assenza di ulteriori condanne.

Cosa che alla fine è avvenuta.

Conclusione

È quindi un caso di disinformazione acchiappalike la “react” delle commentatrici che lamentano come i genitori abbiano denunciato un povero “bagnino eroe” per aver salvato il loro figlio in pericolo per la loro incuria.

I genitori non erano lì, il bambino era in colonia, il “bagnino eroe” l’ha lasciato per quasi cinque minuti sott’acqua per poi soccorrerlo e riuscire a rianimarlo, i genitori non hanno sporto querela ma PM e Giudice hanno lo hanno dichiarato incompetente e condannato ad una pena con sospensione condizionale, al termine della quale è stato riabilitato.

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