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La Russia annuncia una nuova console nazionalpopolare (ma da un bel pezzo)

C’era una volta il Dendy, di cui abbiamo parlato in questa rubrica nella sezione dedicata all’informatica retro. E per un certo periodo, Putin ha chiesto che ci fosse.

La Russia annuncia una nuova console nazionalpopolare (ma da un bel pezzo)

Il perdurante conflitto in Ucraina ci ha regalato infatti una serie di tentativi di resurrezione del pezzotto retro: dall’Intervision (il clone austero e pezzotto dell’Eurovision, ma per soli paesi del Patto di Varsavia) al Dendy, il FamiClone più famoso del pianeta.

Entrambi però progetti “Vaporware”: annunciati ma mai concretati.

La Russia annuncia una nuova console nazionalpopolare (ma da un bel pezzo)

Così nel 2024 (due anni fa, ma ere geologiche) nel mondo dell’Informatica il Governo Russo annunciò trionfante una roadmap in 83 punti che avrebbe dovuto avere il suo culmine proprio nel biennio 2026-2027 per sostituire le console occidentali ritirate dal mercato a causa delle sanzioni (dal 2022 non sono più vendute console PlayStation in Russia e non è possibile attivare abbonamenti PSN e l’anno dopo anche l’eShop Nintendo, “inizialmente sospeso a tempo indeterminato”, ha seguito) con un equivalente domestico creando un nuovo indotto del videogame made in Russia.

Cosa che ovviamente non è accaduta.

Come per il sogno di restaurare l’Intervision, il sogno di creare una alternativa popolare a SONY e Nintendo semplicemente non è arrivata.

Del resto i tempi sono cambiati: la situazione attuale è la stessa del 1992, laddove il blocco occidentale godeva ancora del NES e del SuperNintendo appena arrivato in Occidente ma presente in Giappone dal 1990 e la Russia no.

Semplicemente molta informatica Occidentale veniva clonata in Russia, specialmente quella costruita con componenti semplici e reperibili sul mercato: motivo per il quale non esiste un “Commodore 64 russo” (Commodore Semiconductor Groups, un tempo MOS Technology, usava chip costruiti in proprio molti replicati solo in tempi recenti) ma esiste una pletora di cloni del Sinclair Spectrum.

Immagine del Dendy, celebre “FamiClone” russo

Complice la caparbietà dell’astuto imprenditore imprenditore Viktor Savyuk, ex DJ, ex distributore di cassette pirata fermate dalle attenzioni del KGB, ex programmatore, la ditta russa Steepler Ltd acquistò una serie di cloni del FamiCom, il NES Giappones, prodotti da Micro Genius di Taiwan e ribattezzati Dendy, storpiatura del termine occidentale “Dandy” che evocava lusso e ricchezza.

Per anni bambini russi poterono giocare con uno sfacciato clone del NES e bizzarri giochi come Somari, clone di Sonic con gli sprite di Super Mario, finché Nintendo non decise di entrare nel mercato russo stringendo con Steepler un iniziale accordo di distribuzione che la portò fuori dal mercato in quanto le condizioni dello stesso (la sola distribuzione di prodotti originali) di fatto distrussero il margine di trattativa.

Un conto è clonare una console “semplice”, un conto è ricreare da zero un indotto tecnico e commerciale attraversando cose come la crisi dei semiconduttori e la recente crisi delle memorie RAM.

Sono già passati due anni, avremmo dovuto vedere i primi frutti della fatica Putiniana quest’anno ma è ragionevole ora pensare che questo non accadrà.

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