Il Caso

La piaga dello slop AI si manifesta anche con le fake Band in AI su Spotify

Fake Band in AI su Spotify: sembra un titolo allitterato abbastanza per essere il nome di un singolo musicale, ma con la musica c’entra eccome.

L’evoluzione delle AI generative è ormai arrivata dalla creazione di voci sintetiche monocordi e visibilmente “disumane” alla capacità di creare voci umane passabilmente in grado di esprimere toni umani e persino canzoni.

La piaga dello slop AI si manifesta anche con le fake Band in AI su Spotify (Stu McKenzie dei King Gizzard)

Cosa che ha reso possibile creare fake sempre più elaborate e che abbiamo affrontato in questi mesi, ma che consente anche di monetizzare in modo più diretto.

Creando band musicali immaginarie che fanno soldi veri sulle piattaforme di Streaming (almeno finché non vengono scoperte).

La piaga dello slop AI si manifesta anche con le fake Band in AI su Spotify

Il dieci dicembre The Guardian riporta infatti una notizia assai curiosa e preoccupante: la band musicale King Gizzard and The Lizard Wizard, che aveva interrotto ogni rapporto con Spotify per questioni prettamente etiche (il frontman della Band ha accusato il CEO di Spotify di avere investimenti nel mercato dei droni militari, ironicamente basati su tecnologia AI) si è avveduta che la piattaforma ora ospitava una band clone, i King Lizard Wizard, basata su sonorità chiaramente “ispirate” (o meglio ispirate fino alla sottile linea in cui diventa plagio) alla musica dei King Gizzard.

Spotify ha prontamente provveduto ad eliminare la band clone assicurando che pratiche di “impersonamento” di band musicali realmente esistenti allo scopo di far cassa non sono tollerate.

Illustrazione di “cantante virtuale”… generata con AI

Ed effettivamente è un problema così noto che a Settembre 2025 Spotify aveva rimosso 75 milioni di tracce create con AI, a volte anche con voci deepfake, in ogni caso contrarie ai termini di servizio della compagnia.

Sappiamo che il fenomeno del bootleg, del “Falso che sembra vero, non è illegale di per sé ma fastidioso” è sempre esistito, anche laddove non si entra nella copia così sfacciata da dover essere rimossa.

Per ogni Pacific Rim esiste da qualche parte un Atlantic Rimper ogni Re Leone esiste un Re Leone e suo figlio.

Si chiamano Mockbuster: costano meno degli originali, sono fatti peggio degli originali, sono perfettamente legali perchè danzano intorno al testo originale senza plagiarlo e suscitano quel senso di trash che titilla l’attenzione.

Ma quando il fake viene creato dall’AI, non è un problema solo di qualità ma di quantità: per creare un mockbuster o mettere su una “band omaggio che omaggio non è” ci vogliono tempo, denaro e risorse.

Per inondare Spotify di musica fatta con AI bastano un paio di click per rielaborare testi già esistenti, rielaborare melodie, impacchettare e spedire.

Si tratta quindi di uno scontro impari: Spotify ed altre piattaforme non possono rimuovere musica deepfake più velocemente di quanto essa venga creata.

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