Editoriale

Non banale la lite tra Murgia e Sallusti su LA7 da Lilli Gruber: l’importanza dei titoli

Quella andata in scena su LA7 tra Murgia e Sallusti è una lite molto significativa, a proposito di una tematica che abbiamo affrontato spesso e volentieri negli ultimi mesi su queste pagine. La giornalista, dopo aver chiarito alcune frasi del passato su Franco Battiato, come abbiamo avuto modo di riportare sul nostro sito, si è ritrovata davanti ad un collega con il quale c’era già stata qualche divergenza in precedenza. Ora che si parla di vaccini e di modus operandi da parte della categoria dei cronisti, inevitabilmente alcune questioni tornano ad essere calde.

Come nasce la lite tre Murgia e Sallusti da Lilli Gruber sui titoli dei giornalisti

Diventa molto importante, in un contesto del genere, ricostruire l’origine della lite a Murgia e Sallusti, entrambi ospiti nella trasmissione condotta da Lilli Gruber su LA7 il 16 giugno. In particolare, si finisce a parlare per forza di cose sul timore che si ha in questo preciso momento storico nei confronti dei vaccini, con un focus inevitabile nei confronti di AstraZeneca. Soprattutto considerano la percentuale in crescita di rinunce da parte degli italiani.

Fermo restando che tutti possono osservare il video estratto dalla diretta, preso direttamente dal sito di LA7, la tesi portata avanti da Murgia è che la diffidenza relativa al vaccino AstraZeneca nasca non tanto dalla comunità scientifica e dalle relative carenze per quanto concerne la sfera della comunicazione, quanto dai giornalisti. Troppi titoli “pompati” in questi mesi, soprattutto sul composto della suddetta azienda.

Sallusti replica, sostenendo che la collega abbia costantemente la necessità di trovare un nemico, come avvenuto non molto tempo fa con Figliuolo. L’errore di Sallusti è focalizzarsi in modo esclusivo sugli effetti collaterali che hanno portato purtroppo alla morte della ragazza di Genova. Quel caso, infatti diventa sempre più complesso con il trascorrere dei giorni e la tesi di Murgia è che determinati titoli, in specifiche circostanze, siano deleteri per gli italiani. Qui di seguito il video.

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