Editoriale

La gaffe di Salvini con finta clochard etiope: cosa sappiamo finora

Stiamo ricevendo decine e decine di segnalazioni a proposito della presunta gaffe di Salvini con una finta clochard etiope. Come vi abbiamo riportato stamane, parlando della vicenda di Daniela Javarone e di Mario Furlan a nome di City Angels, l’iniziativa di fare beneficenza a Milano durante il giorno di Natale sta avendo lunghi strascichi. In particolare, c’è una foto che immortala lo stesso leader della Lega con una donna di mezza età che ha creato pesanti discussioni anche a Santo Stefano.

Tra la presunta gaffe di Salvini con finta clochard etiope ed un’analisi più approfondita

Fondamentalmente, l’immagine in questione ha dato vita ad un post su Facebook da parte di un ragazzo, il quale afferma di essere il figlio della donna. Perché qualcuno parla di gaffe di Salvini? L’uomo in questione ritiene che la signora non sia una clochard etiope, ma una normale cittadina che è stata fermata dall’ex Ministro dell’Interno a Milano. In sostanza, quest’ultimo avrebbe pensato erroneamente che si potesse trattare di una senzatetto, arrivando a pubblicare lo scatto sui suoi canali social senza alcun consenso.

Non facciamo il nome dell’autore del post e non vi mostriamo il volto della signora (seppur entrambi i dati abbiano ormai una certa visibilità sui social), in quanto abbiamo provato a metterci in contatto con questa persona. Al momento senza successo. Il nostro scopo era ed è quello di avere ulteriori informazioni sulla storia ed il consenso alla pubblicazione della sua versione dei fatti. Senza particolari censure.

Fino ad allora, per noi, diventa impossibile parlare di “notizia vera” o di “bufala“, a proposito della possibile gaffe di Salvini. L’identità della donna resta sconosciuta, così come la sua estrazione sociale. Aggiungiamo che dai canali social del Segretario leghista non ci sia stata la definizione esplicita di “clochard” per la donna, pur facendo la donazione. Come evidenziato anche da Open in giornata.

Per tutte queste ragioni, non la etichetteremo certo come clochard etiope. Così come, per arrivare a sentenze inconfutabili, serve di più. E questo vale sia per chi ricondivide il post polemico, sia per gli addetti ai lavori.

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