La bizzarra avventura dei diplomatici Russi in Corea del Nord sul carrello ferroviario a mano è un evento, vi assicuriamo, del tutto reale.
Deliziosamente “slapstick”, dal nome di quel genere di comicità fisica apparsa ad esempio nel film di Buster Keaton “Come vinsi la guerra”. Film dove un carrello ferroviario a mano la fa da padrone.
Esiste in questa Pandemia tutt’ora in corso un paradosso di difficile risoluzione. O meglio che noi abbiamo (non sempre accuratamente) risolto con le autocertificazioni.
Durante una Pandemia è assolutamente sconsigliato muoversi di casa, ma, contemporaneamente ci sono servizi essenziali, lavori necessari e funzioni pubbliche che devono continuare ad andare avanti lo stesso.
Altrimenti si rischia che un mondo a cui tornare dopo la Pandemia non ci sia.
Vladislav Sorokin, funzionario all’ambasciata Russa in Corea del Nord, si è trovato nella necessità di tornare in Russia con la sua famiglia, tra cui una figlia di tre anni. Assieme, naturalmente, ad altri funzionari.
In una Corea del Nord che dall’inizio della Pandemia ha bloccato il servizio passeggeri in praticamente tutto lo Stato.
La soluzione? Come tradotto da Il Post
un viaggio lunghissimo – 32 ore in treno, poi 2 ore in autobus – hanno attraversato il fiume Tumen, che divide Corea del Nord e Russia, su un carrello manuale spinto per più di un chilometro su un binario ferroviario, fino alla prima stazione russa disponibile, quella di Chasan.
Le scene, pubblicate su Twitter e VKontakte, il “Facebook Russo”, ricordano una commedia di Buster Keaton
Noterete la spunta blu del Ministero degli Esteri Russo: ebbene, con divertito compiacimento anche il Ministero ha diffuso la storia.
Storia a lieto fine sicuramente, ma che strappa un sorriso solo alla fine delle avversità affrontate.
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