La bandiera di Gazprom alla manifestazione CGIL infiamma i social, come il gas infiamma non solo i nostri fornelli, ma l’intera geopolitica mondiale.
Nasce tutto dalla segnalazione via Tweet del giornalista Leonardo Filippi (archiviata qui), foto personalmente scattata dallo stesso e riportante il seguente scenario
La bandiera di Gazprom alla manifestazione CGIL infiamma i social, fonte Twitter
Una serie di manifestanti che recano una bandiera con lo storico motto antiamericano, che sembra arrivato direttamente dagli anni della cortina di Ferro e un “We Love Gazprom” con tanto di cuoricino.
L’associazione tra la Russia e Gazprom è risultata stridente agli occhi di tutti, compreso il giornalista che sarcasticamente l’ha considerata una lode al “sincero antifascista Putin responsabile di crimini di guerra, eccidi, deportazioni”.
Interrogato sulla veridicità della foto, il Filippi si è dichiarato del tutto certo dell’autenticità e pronto ad asseverare il suo scatto. Sia pur non avendo strumenti di eccezione per l’analisi forense, va detto che non siamo riusciti a riscontrare anomalie con Forensically.
Non vi è stata risposta via social o formale: Repubblica riporta invece una risposta informale di condanna, precisando che il cartello è stato rimosso dal servizio d’ordine e la condanna al contenuto risulta implicita nelle parole della direzione, incompatibile col discorso di Landini.
Tanto non è bastato a placare le polemiche social, che ancora infiammano tra chi censura la presenza del manifesto e chi accusa il giornalista di aver messo in cattiva luce il sindacato denunciando quanto da lui visto.
Posizione, la seconda, che troviamo francamente insostenibile e ingenerosa.
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