Tempo fa, descrivendo la bufala di origine tedesca dei tamponi che rompono la barriera ematoencefalica e causano gravi danni al cervello avevamo previsto che qualcuno l’avrebbe tradotta, anche un po’ grossolanamente, in lingua italiana per diffonderla da noi.
Questa volta dichiarando che molti asintomatici iniziano ad avere sintomi dopo l’esame.
Partiamo dall’insieme di fallacie che è questo testo. Ma solo perché per il fatto che “bucare la barriera ematoencefalica col tampone” è un errore da matita blu ne abbiamo parlato più volte in un articolo che richiameremo
Immaginate che un ragazzino andando in bicicletta inciampi si un sasso e, cadendo, si sfregi abbondamente un ginocchio su un sasso ricoperto di letame e sulla catena arrugginita della bici.
Recandosi al pronto soccorso, gli viene amministrata la profilassi iniziale (le ferite ben lavate e suturate, viene bendato e incerottato, gli viene chiesto se vaccinato contro il tetano) e gli viene annunciato che ci sono ampie possibilità che con tutta la roba che si è cacciato nella ferita la stessa potrebbe infettarsi.
La causa di un’eventuale infezione o, peggio, dell’insorgenza del Tetano voi la ricerchereste nel fatto di aver avuto una ferita aperta impiastricciata di ruggine e letame, oppure nel fatto che medici ed infermieri vi hanno lavato, disinfettato e suturato?
La storia del tampone che rompe la barriera ematoencefalica si presenta con questa bufala.
Dichiarando che “molti” (percentuale così vaga da non valere nulla in statistica) asintomatici hanno alcuni sintomi dopo, non comporta che il tampone effettui qualche magica operazione sulla barriera ematoencefalica.
Significa che, come tutti abbiamo imparato in questi mesi, diversi pazienti COVID19 possono sviluppare sintomi anche gravi, o sintomi lievi, o nessun sintomo, e tutto dipende, letteralmente, da un tiro di dadi contro costituzione e punti salute rimasti, ovvero, esulando dalla metafora da D&D, da una infinità di fattori.
Che non sono certo il tampone, che ti dice solo se il virus SARS-CoV-2 c’è e non c’è
Ne parlammo in profondità qui.
Escludendo che il tampone orofaringeo, che viene eseguito da personale medico e non da Homer Simpson con un pennarello da infilarti nel cervello, possa danneggiare alcunché.
Vieppiù che la barriera ematoencefalica è un complesso meccanismo di difesa del quale la scienza studia da decenni la permeabilità, allo scopo, ad esempio, di diffondere farmaci che potrebbero aiutare in gravi malattie come tumori cerebrali e Alzheimer.
Chi spiega ora a questi eccellenti scienziati che bastavano Homer Simpson e Boe Syslak?
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