Il Caso

Il “video dell’uomo che simula un’aggressione a Nizza”: cosa sappiamo

Ci segnalano i nostri contatti un video descritto come un “uomo che simula un’aggressione a Nizza”, datato 9 marzo su TikTok, con un voiceover che descrive lo stesso come un uomo israeliano che provoca dei manifestanti ProPal, per poi allontanarsi simulando un’aggressione, sventata perché era sotto l’occhio vigile delle fotocamere e delle telecamere dei presenti.

Il “video dell’uomo che simula un’aggressione a Nizza”: cosa sappiamo

Il video ha la traccia audio sostituita dal voiceover, ma il giornalista Italiano Nico Piro ne ha pubblicato una versione non editata, col commennto dell’associazione Amici della Palestina, parte presente che ha rilasciato un commento (amor di verità porta a dichiarare che non abbiamo dichiarazioni del presunto simulatore).

Il “video dell’uomo che simula un’aggressione a Nizza”: cosa sappiamo

Partiamo dalla sinossi del video (relativo alle manifestazioni intersezionali dell’otto marzo a Nizza) riportata dall’associazione:

Aggressioni e doppi standard presso uno stand autorizzato in Place Masséna Oggi, presso uno stand di sensibilizzazione organizzato dall’Associazione Amici della Palestina in Place Masséna e debitamente autorizzato dalla prefettura, i nostri volontari sono stati oggetto di numerose provocazioni e attacchi verbali da parte di individui che si dichiaravano filo-israeliani. Diverse persone si sono avvicinate al nostro stand con commenti razzisti e minacciosi come: “Tornate a casa”, “terroristi”, “Qui siete Hamas”, “Vi faremo fuori come a Gaza”. Di fronte a questi insulti, i nostri membri sono rimasti calmi e controllati per evitare qualsiasi escalation. La situazione è peggiorata quando un individuo, arrivato con la sua famiglia, ha deliberatamente cercato lo scontro. Secondo diversi testimoni, ha indossato una kippah dopo aver visto le bandiere palestinesi da lontano, prima di avvicinarsi al nostro stand per provocare e aggredire verbalmente e fisicamente uno dei nostri attivisti, Hager. Ha poi tentato di presentarsi come vittima di un presunto attacco, nonostante l’intera scena fosse stata filmata e potesse stabilire i fatti. Sia la polizia municipale che quella nazionale sono intervenute sul posto. Tuttavia, notiamo con preoccupazione che gli agenti si sono immediatamente recati dal mandante della provocazione, senza preoccuparsi di ascoltare la nostra versione dei fatti. Quando abbiamo chiesto perché le nostre dichiarazioni non fossero state raccolte, ci è stato semplicemente risposto: “Se volete sporgere denuncia, andate in questura, ce ne andiamo”. Questa risposta, purtroppo, illustra chiaramente un doppio standard. In diverse occasioni in passato, i nostri attivisti sono stati sottoposti a controlli e interrogatori costanti durante azioni simili. Ma quando si tratta di proteggerci da commenti razzisti e comportamenti aggressivi, le autorità sembrano improvvisamente ritirare il loro sostegno.

Le circostanze sembrerebbero essere confermate da un video dell’agenzia di Stampa TRT Francais, nel quale si vede l’individuo, vestito in vero nei panni di uno stereotipato ortodosso (Giaccone nero, barba, Kippah che secondo la testimonianza del comunicato stampa è stata indossata prima di agire) che dopo aver aggredito verbalmente i presenti, avvistata una vettura della polizia comincia ad urlare e corre verso gli agenti coprendosi il viso come se fosse stato percosso.

Però in quel momento nessuno lo stava percuotendo: la figura più vicina era quella di una donna velata che avvicinava il cellulare per riprenderlo.

Saremo lieti di fornire il riscontro dele presunto simulatore qualora questi decida di fornirlo alla stampa.

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