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Il sommergibile disperso era pilotato da un joypad economico (che diventa macabro feticcio)

Il sommergibile disperso era pilotato da un joypad economico (che diventa macabro feticcio): anche dinanzi alle tragedie più grandi, l’essere umano scopre nuovi modi di stupire, e non sempre in meglio.

Il sommergibile disperso era pilotato da un joypad economico (che diventa macabro feticcio)

Sappiamo che esiste un turismo della morte: persone che visitano luoghi di tragedie per macabra curiosità. C’è stato un turismo della morte dopo la morte del piccolo Alfredino Rampi a Vermicino, c’è stato chi ha fotografato i luoghi del Ponte Morandi, e ora che il Titan è disperso, social e bagarini scoprono come avere per pochi dollari un pezzo della tragedia. La cloche per essere precisi.

Il sommergibile disperso era pilotato da un joypad economico (che diventa macabro feticcio)

Intorno al settembre del 2010 Logitech, nota ditta di accessori per PC e Console, specializzata nella produzione di joypad, mouse e tastiere, produce il JoyPad F710: un joypad wireless compatibile USB, quindi con PC, Xbox 360 e Chromebook (compatibilità estesa alle attuali Android TV), ancora disponibile in commercio dopo tredici anni come testimonianza della sua solidità come joystick mediogamma senza pretese.

Non è inusuale che parti commerciali vengano usate in applicazioni diverse da quelle native e i social hanno scoperto una vecchia intervista nella quale, tra gli strumenti di controllo del Titan, compariva un F710 modificato con gli stick analogici stampati in 3D.

Del resto, la stampa 3D consente di avere ricambi in tempi brevi, anche durante la pandemia COVID19 abbiamo avuto respiratori con parti “opensource” prodotte con stampa 3D e nonostante gli stick analogici precedenti alla tecnologia “effetto Hall” siano inclini a logorarsi sviluppando l’odiato effetto “drift” (una perdita di accuratezza con movimenti fantasma) un controller ancora in commercio può essere rapidamente sostituito.

Nonostante alcune illazioni social non è quindi il joypad in sé il problema.

Il problema è che l’ultimo post social che annunciava una svendita dell’iconico ed economico Joypad è diventato ritrovo per meme e battute sull’accaduto, con l’effetto collaterale di una vendita immediata dello stock scontato nel giro di minuti.

Non è la prima volta che nel mondo del retro un oggetto acquisisce valore istantaneo: il PC ispirato alle macchinine “Hot Wheels” dopo essere diventato oggetto di uno streaming sul famoso canale “Linus Tech Tips” è passato da immondizia a strapagato oggetto del desiderio.

Il rischio è che l’F710 subisca la stessa sorte: ma per un motivo eticamente dubbio.

Ad oggi in Italia il modello è disponibile nei negozi al prezzo originale dai 40 ai 50 euro: non datevi al bagarinaggio dell’orrore.

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