Precisazioni

Il post sbronza è ufficialmente una malattia. E sarà un motivo valido per assentarsi dall’ufficio

Un articolo pubblicato il 28 ottobre da Business Insider riporta, nel titolo, che il post-sbronza in quanto malattia sarà un motivo per assentarsi dal lavoro. L’intento è chiaramente ironico, ma è d’uopo fare delle precisazioni.

Nel testo dell’articolo, infatti, si fa riferimento alla Germania e al raduno annuale dell’Oktoberfest. In particolare, si riporta che la decisione è stata presa da un tribunale tedesco a seguito di una causa intentata da un’associazione di consumatori contro una società farmaceutica che distribuiva un integratore alimentare come rimedio contro il post-sbornia.

Lo stato di ebbrezza, di fatto, provoca l’hangover, uno stato di salute che in termini medici viene definito veisalgia e che consiste in quel senso di spossatezza, nausea e altri disturbi che sono tipici del post-sbornia. Secondo il titolo di Business Insider, in pratica, il riconoscimento della veisalgia come malattia ci consentirà di assentarci dall’ufficio con un certificato medico. Le cose non stanno esattamente così.

In primo luogo, la decisione è stata presa da un Tribunale di Francoforte sul Meno, dunque non interessa l’Italia. La casa farmaceutica contro la quale un’associazione tedesca di consumatori ha intentato la causa sosteneva che un dato integratore alimentare, sciolto all’interno dei bicchieri eliminava gli effetti dell’hangover. Nella sua sentenza tale tribunale ha stabilito che “le informazioni di un prodotto alimentare non possono attribuire proprietà curative che prevengano, trattino o guariscano uno stato di malattia, e nemmeno è permesso dare una parvenza di tali proprietà”.

Nonostante la sentenza, l’azienda farmaceutica ha insistito nel sostenere le capacità degli integratori incriminati.

Parliamo di precisazioni, dunque, per sottolineare che la scelta riguarda un tribunale di Francoforte e non l’Italia, e soprattutto la decisione è stata presa a seguito di una causa intentata da alcuni consumatori contro una società farmaceutica che vendeva integratori spacciati come cure preventive contro l’hangover.

Soprattutto, il giudizio espresso dal tribunale tedesco non ha ancora effetto di legge.

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