Ci segnalano i nostri contatti un video TikTok del quale questa volta, francamente, ci rifiutiamo anche solo di mettere il link di riscontro. Perché un simile link non dovrebbe essere cliccato, non dovrebbe essere diffuso, non dovrebbe ricevere attenzione ed anche segnalarcelo offende le vittime di una tragedia.
Il complotto dei camerieri sospetti al Crans-Montana
Un video che presenta “due camerieri sospetti al Crans-Montana”, “uno con un casco che non dovrebbe avere ed uno vestito da Anonymous” che sarebbero i colpevoli occulti.
Il video prosegue dichiarando che “non dovevano esserci giovani a ubriacarsi”, che “il locale non era costruito bene” e che “c’era l’imbottitura fonoassorbente solo in un punto” e insinuando che siccome lì vicino c’era una sinagoga abbiamo il mandante.
In realtà i poveri disgraziati buttati alla gogna erano davvero camerieri.
Ogni storia parte da un dove, come e quando. In questo caso è la tragedia al Le Constellation, in Svizzera, dove si tiene una festa di Capodanno per Under 17.
Riportiamo le testimonianze dell’evento
Testimonianze dicono che una ragazza portata sulle spalle da un cameriere fa ingresso nella sala al piano interrato agitando in alto una bottiglia di champagne nei cui collo è inserita una fontana di scintille. Queste avrebbero raggiunto il soffitto: l’innesco delle prime fiamme. Altri parlano di più persone con le medesime bottiglie, altri ancora della fiammata di un petardo. L’incendio si propaga con una velocità fulminea, forse favorito da uno strato di materiale sintetico isolante che copre il basso soffitto della sala. È il panico. I ragazzi si precipitano in massa sulla scala per tentare di guadagnare l’uscita e con essa la salvezza, mentre il fumo satura l’ambiente e non lascia respirare. Al piano terra ci sono altre persone, forse meno di quelle del sottostante, che prese anche loro dal terrore si lanciano verso la porta d’uscita che sta alla sommità di quella scala stretta che sale dall’interrato. La calca causata dai due flussi di corpi, dal basso e dal pianterreno, intasa l’unica via di fuga praticabile mentre le fiamme avvolgono e divorano l’intero locale e coloro che sono rimasti indietro.
E ora facciamo ordine nella teoria del complotto.
Ci sono dei colpevoli? Non ancora, ma sono indagati per omicidio colposo gli operai del locale.
Il video che ci è stato sottoposto sciorina una dietro l’altro, secondo la tecnica del “clickbait” una serie di domande una più insensata dell’altra, alle quali risponderemo.
“Perché l’incidente non è avvenuto prima?”, dichiara la prima domanda. Beh, è semplice rispondere: si chiamano incidenti perché non puoi prevederli.
Ipotizzate un incidente stradale gravissimo. Avrebbe senso dire “E perché l’automobilista non si è schiantato prima?”. No, non avrebbe. Una combinazione di fatalità e imperizia, in questo caso, ha bisogno anche di una forte componente di fatalità per concretarsi.
Le maschere di Guy Fawkes
“Ma l’imbottitura non era dappertutto”, dichiara la seconda. Ma l’importante è che fosse nel punto in cui si è sviluppato l’incendio, per non parlare del fatto che parlare di “condotte di ossigeno” per descrivere tubature dell’impianto di climatizzazione non ha senso.
Ma partiamo ora, escludendo “la singagoga” come elemento evidentemente spurio e buttato lì all’identikit dei “presunti colpevoli”.
Partiamo dalla maschera in stile “Daft Punk” del presunto duo.
Della stessa esistono solo 500 esemplari autentici, e quindi è percepita come un oggetto lussuoso tipico di un party di locali sponsorizzati al lancio della linea Dom Perignon
La maschera di Dom Perignon
La c.d. “Maschera di Anonymoyus” è un simbolo che esiste prima degli Anonymous stessi, ed è il Guy Fawkes, popolarizzato da film come V for Vendetta (basato su un fumetto di Alan Moore) e della quale varianti sono entrate in show come La Casa di Carta diventando il tipico oggetto da festa in costume.
Tutte le indagini portano alla tragica fatalità nata dalla disattenzione e dall’ebbrezza coi fuoci di artificio. I “presunti mascherati sospetti” sono, effettivamente, camerieri che indossavano un mascherone di lusso fornito da Dom Perignon (non si può escludere un “pezzotto di scena”, ma poco si confarrebbe all’immagine di un locale lussuoso ancorché in questo momento in seri guai legali) e una normale maschera di Halloween.
Come sempre dinanzi ad ogni tragedia c’è chi invocherà la false flag o il complotto, più comodi e viralizzabili della fatalità.
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