Il Caso

Il caso Fanpage: la multa dall’INPS, il contratto applicato

Il caso Fanpage e la multa ricevuta dal suo editore è difficile da inquadrare in quanto ancora magmatico. Possiamo cioè inquadrare la situazione al momento, sapendo che essa, come tutte le vicende divenute ormai giudiziali, si evolverà nel momento.

Ma come per tutti i pessimi romanzi, partiamo direttamente dal finale: l’Inps sanziona l’editore di Fanpage.

Vista la sanzione, passiamo a parlare del perché.

Il caso Fanpage: la multa dall’INPS, il contratto applicato

Nel 2011 Fanpage è ancora una piccola realtà editoriale.

Come tale nasce con un bagaglio di aspirazioni e una decina di contratti giornalistici stabiliti da Fieg (la Federazione Italiana Editori Giornali) e dalla Fnsi. Ricostruisce Libero come nella prima fase esplosiva alla decina di contrattualizzati vengono aggiunti decine di collaboratori, i c.d. co.co.co.

Come chiunque abbia lavorato da parasubordinato sa, essere un parasubordinato non è semplice: ti prendi il peggio del “popolo delle partite IVA” (incertezza, instabilità retributiva e contributiva) col peggio del lavoro subordinato (sostanzialmente “hai un capo” e scadenze fisse) senza i vantaggi dell’una e dell’altra cosa.

Il caso Fanpage: la multa dall’INPS, il contratto applicato

Questo è purtroppo nella natura dei co.co.co.: un assunto fa causa, si accorda per una compensazione economica e va via, gli altri vengono regolarizzati ma col contratto USPI, di un sindacato pienamente e a tutti gli effetti valido per regolare i rapporti tra editori e società di comunicazione e giornalisti e comunicatori ma secondo quando riportato da FNSI (segnatevi la cosa, è importante) solitamente usato per rappresentare i piccoli periodici locali, i piccoli giornali online locali e i ‘no profit’.

La stessa FNSI al principio sembra considerare la soluzione un buon tramite, ma il 12 Febbraio dichiara che due recenti ispezioni dell’Inps in gruppi editoriali che applicano un contratto diverso da quelli sottoscritti dalla Federazione nazionale della Stampa. Senza fare nomi.

I nomi li farà il quotidiano Libero, che aveva già nel 2024 accusato i gruppi editoriali Ciaopeople e Citynews, editori rispettivamente del sito di informazione Fanpage e del network di siti locali che per la maggior parte hanno nel nome la parola Today, confermando le sanzioni irrogate con articoli dal sapore di “ve lo avevo detto”

A questo punto la storia diventa una storia a bivi. USPI conferma la validità del contratto applicato, promuovendo battaglia legale anche contro si è spinto ad “affermazioni diffamatorie” definendo il sindacato “editoria corsaria”.

Fanpage pure pubblica un articolo a sua difesa, accusando Libero di errori grossolani e cifre totalmente farlocche e dichiarando l’intento di colpire il loro giornale.

Anche FNSI dice la sua, definendo quella di Fanpage una verità imperfetta e rivendicando la teoria per cui il contratto USPI dovrebbe rappresentare i piccoli periodici locali, i piccoli giornali online locali e i ‘no profit’, insistendo nella correttezza delle sanzioni irrogate dall’INPS e chiedendo l’applicazione del contratto Fieg-FNSI.

Adesso che le parti in causa si moltiplicano, c’è solo da attendere che la giustizia faccia il suo corso, e che vincano giustizia e giornalismo.

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