Editoriale

Hai condiviso fake news? Un’azienda si sta muovendo contro di te per vie legali

Amico, te lo abbiamo ripetuto più volte: ogni bufala ha un profilo legale (rileggi qui, da bravo), quindi ti devi considerare responsabile di tutto ciò che pubblichi sulla tua bacheca. Tra un test che associa la tua personalità a un lupo e l’aforisma attribuito a potenziali scritti apocrifi di Oriana Fallaci – con l’effige del Joker phoenixiano, aggiungiamo – ricorda che prima di condividere il post di un tuo contatto di fiducia sarebbe d’uopo contare almeno fino a 10 e interrogarti sull’attendibilità del contenuto.

Perché? Perché in passato hai dimostrato di non essere in grado di farlo, arrivando a minacciare l’incolumità di due onesti lavoratori. Lo hai fatto nel 2017 e quest’anno, AD 2022, ci sei “cascato di nuovo” ripetendo lo stesso errore.

Ciò che probabilmente non sai, è che non esistono bufale innocue, e recentemente la tua colpa ricade sui dipendenti di Unit Srl. Mettiti comodo e leggi quali sono le tue responsabilità per l’ennesima bravata social di cui ti sei macchiato.

Unit Srl e i collaboratori accusati di truffa

Unit Srl è un’agenzia Enel ufficialmente accreditata e sì, ha dei rappresentanti porta-a-porta che ti informa, guarda un po’, in che modo riconoscere i suoi operatori. Ad ogni occasione Unit Srl invia una PEC alle autorità dei luoghi in cui i collaboratori svolgeranno l’attività. Nelle comunicazioni, inoltre, Unit Srl invia sempre i nominativi dei collaboratori inviati sul posto.

Recentemente ti sei divertito a condividere, in chiaro e con le generalità in evidenza, le foto di due collaboratori che stavano svolgendo il loro lavoro con tanto di didascalia: “Attenzione, non fateli entrare. Sono dei truffatori”. Su quali basi hai dato loro dei truffatori? Nessuna, perché ti sei fidato della tua bolla social o del tuo contatto fidato su WhatsApp.

Abbiamo una notizia per te: Unit Srl ti sta cercando, e non per offrirti un lavoro né per proporti un contratto. L’agenzia ha preso le vie legali per denunciare tutti coloro che hanno condiviso bufale sui suoi operatori. Se lo hai fatto anche tu, non perdere tempo a cancellare il tuo post. Internet non dimentica, e la polizia postale può ritrovare il tuo post anche se lo hai rimosso dalla bacheca. La prossima volta, per navigare sui social usa la testa e non la pancia.

L’importanza del rispetto per i lavoratori

I rappresentanti porta-a-porta, si sa, piacciono a pochi, ma improvvisare cacce all’uomo crea sempre un problema. Gli operatori, in primis, subiscono la tua condivisione compulsiva e possono diventare bersaglio di rappresaglie fondate sul nulla.

Tu, in secundis, diventi vittima di te stesso di fronte a un’azienda che ha molte più risorse di te per tutelare la propria immagine e i propri dipendenti. Essere accusati di diffamazione non è una passeggiata.

Se non hai alcuna prova di ciò che dici, quindi, ti consigliamo di continuare a condividere gli aforismi che ti piacciono senza mettere il naso su informazioni che non puoi dimostrare. Devi capire che se hai visto quel contenuto condiviso dal tuo contatto preferito ciò non rappresenta un dato oggettivo. Tuo cugino, tua zia o il tuo compagno di bevute non sono una fonte, sono solo dei veicoli.

I social sono come una strada: se vai contromano rischi di fare del male a te e ad altre persone. Vale la pena rischiare? Fidati, no.

Se sei un panettiere e qualcuno ti accusa di avere il retrobottega invaso dai topi potrebbe non piacerti. Se le accuse arrivano da un intero quartiere sulla base di parole condivise su WhatsApp potrebbe non piacerti. Se le tue vendite si annullano perché i clienti perdono fiducia nel tuo forno solo sulla base di un messaggio inviato su WhatsApp per pura goliardia o per invidia potrebbe non piacerti.

Mettiti nei panni dei lavoratori, amico, e prima di accusarli di truffare le persone accertati di ciò che stai leggendo.

Unit Srl ti sta cercando, ripetiamo, per metterti di fronte alle tue responsabilità. La prossima volta pensaci due volte.

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