Volendo semplificare ci dice che se intendiamo far passare un’informazione da una sorgente A a un destinatario B dovremo utilizzare un codice (ad esempio la lingua parlata dai soggetti coinvolti) comprensibile ad entrambi e trovare un mezzo che la veicoli da A a B.
A meno di lanciare il messaggio nel vuoto siderale, questo prima di giungere a destinazione dovrà superare una certa quota di disturbo (sotto forma di ostacoli o interferenze) che influirà sulla sua corretta ricezione. Il disturbo nella teoria dell’informazione viene indicato come “rumore” ed è quello che ci interessa prendere in esame.
Per rendere tutto più chiaro immaginiamo uno scenario in cui queste nozioni astratte possano tradursi in esempi più tangibili, una situazione ordinaria come può essere una giornata al mare dove un soggetto A (un bagnante) si veda costretto a lanciare un segnale di allarme e un soggetto B (un bagnino) ne sia il destinatario.
Possiamo ipotizzare tre diverse dinamiche:
Abbiamo rappresentato qui tre casi di rumore di cui due non pregiudicano il corretto passaggio d’informazione da A a B, e un caso di procurato allarme, il terzo, dove un sommarsi d’informazioni ridondanti, false, fuorvianti, oscura completamente l’informazione utile, rendendo del tutto inefficace la comunicazione (la richiesta di aiuto) e nulla la risposta (il salvataggio).
Se gli esempi che abbiamo messo in scena sembrano troppo fantasiosi lasciamo il mare e spostiamoci in montagna, esattamente a Rigopiano, in un momento preciso, le 17.08 del 18 gennaio 2017, l’ora in cui un uomo appena scampato a una catastrofe che farà 29 morti e 11 feriti, lancia il primo grido d’aiuto e l’ora in cui inizia la grottesca odissea che lo vedrà protagonista, fatta di telefonate che non vengono prese sul serio e disperazione, fino alle 18.57 quando un volontario della Protezione Civile finalmente crede alle sue parole e mette in moto i soccorsi, dalla prima chiamata sono passate due ore, due ore in cui quello che si sente è soltanto rumore.
Ed è su questo che dobbiamo riflettere ogni volta che condividiamo una notizia di cui non conosciamo la veridicità, o lanciamo un allarme senza sapere se è giustificato, dobbiamo essere consapevoli del fatto che faremo da cassa di risonanza al rumore, quello assordante capace di confondere e rendere indistinguibile il vero dal falso, con tutte le conseguenze, anche gravi, che questo comporta.
http://www.youreporter.it/video-foto/Il_dramma_dell_Hotel_Rigopiano?refresh_ce-cp
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