Versioni a confronto

“Gli italiani in casa rinchiusi, i richiedenti asilo a giocare a calcio” (video)

Un video pubblicato dalla pagina Facebook Primavera Nazionale mostra un gruppo di ragazzi in un campetto, intenti a giocare una partita. I nostri lettori ci chiedono conferma e possiamo confermare l’autenticità del filmato, ma ci sono alcune precisazioni da fare.

Il video è autentico

Gli autori del post scrivono che ciò avviene in un hotel a Carrara, e ciò viene confermato dalla stampa locale. Su La Voce Apuana, il 16 aprile 2020, leggiamo che il filmato è stato catturato giovedì 16 aprile in un campo di calcetto all’interno di un centro di gesuiti gestito dalla Onlus La Casa Betania presso l’ex hotel “Dora”. Le immagini mostrano, in effetti, un gruppo di ragazzi intenti a giocare a calcetto senza rispettare le normative di sicurezza sul distanziamento sociale e senza le mascherine.

Gli appelli da Forza Italia e Lega

Sulla vicenda sono intervenuti due appartenenti a Forza Italia e alla Lega. Il primo ha chiesto a gran voce la chiusura della struttura ospitante, come riporta La Nazione:

Non avevano alcuna autorizzazione e la legge vietava assembramenti anche fra ospiti dello stesso centro. Il video postato su facebook ha avuto quasi mille condivisioni e più di 20mila visualizzazioni.

[…]

Inoltre non ci risulta nessuna autorizzazione da parte della Prefettura a svolgere assembramenti né nel centro in discussione né in altre strutture limitrofe. Tanto meno fare partite di calcetto. Chiediamo quindi la revoca immediata della convenzione prefettizia con quella struttura, per evidenti mancanze e carenze di responsabilità da parte dei gestori della stessa e anche nella tutela della salute degli stessi richiedenti asilo e dei nostri concittadini, giustificatamente infuriati.

Dalla Lega, invece, scrivono:

A tutela dei cittadini del centro storico, dove c è la maggior concentrazione di anziani, chiediamo alla Prefettura di chiudere la struttura. I gestori “irresponsabili “ della struttura hanno dimostrato di avere regole diverse.

Entrambi, in particolar modo, non hanno creduto alla versione della Onlus che ha spiegato le ragioni di quell’episodio sia sui social che alle varie testate locali che hanno riportato la notizia.

La replica della Onlus

Voce ApuanaLa Gazzetta di Massa Carrara hanno riportato la replica della Onlus. Da Casa Betania, infatti, spiegano che le forze dell’ordine e la Prefettura erano al corrente della presenza degli ospiti nel campetto. I ragazzi, scrive la Onlus, si trovavano in quello spazio provvisoriamente in quanto la struttura era sottoposta ad interventi di sanificazione. Soprattutto, nessuno degli ospiti risulta positivo al COVID-19. La sistemazione nel campetto era dunque provvisoria nell’attesa del termine degli interventi di sanificazione.

Voglio ricordare che i cas sono strutture ad alta densità abitativa per cui è necessario elevare il livello di controllo sulla sicurezza. Ovviamente durante le operazioni di igienizzazione con l’ozono non è possibile che gli ospiti restino all’interno delle loro stanze e per questo motivo, non avendo il Dora spazi esterni in cui far sedere i ragazzi in attesa della fine della sanificazione, abbiamo chiesto al responsabile del Centro Giovanile il permesso di farli stare nel campo esterno che è a pochi passi dal Dora. I ragazzi erano lì in compagnia di tre nostri operatori. Erano senza mascherina perché vivendo tutti nella stessa struttura – come i nuclei famigliari – tra di loro non hanno necessità di indossarla. Per ingannare il tempo hanno chiesto il permesso di tirare due calci al pallone che gli è stato concesso. Ma questo è stato interpretato come un abuso e un’infrazione alle regole attuali tanto che qualcuno ha chiamato pure le forze dell’ordine. Quando sono arrivati i carabinieri abbiamo mostrato loro tutti i permessi, sia quelli dei ragazzi, sia quelli relativi alla sanificazione per cui ogni allarme è rientrato.

Secondo il presidente del consiglio comunale di Massa, però, queste affermazioni non sono vere e semplicemente la struttura avrebbe preso sottogamba le norme contenute nel DPCM. Il filmato è dunque autentico e la sua diffusione ha sollevato un dibattito tra la Onlus e le forze politiche che chiedono la chiusura della struttura.

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