Forse Libero Mail tornerà tra 24 o 48 ore, che si sommano ad altre 24 di disservizio nella passata giornata nell’inizio di settimana più lungo per il provider Italiano.
Forse Libero Mail tornerà tra 24 o 48 ore: il disservizio più lungo della compagnia
Italiaonline, storico provider della connettività Italiana dalle sue origini (rintracciabili nel portale Infostrada del 1994) non aveva mai conosciuto un periodo di disservizio così lungo.
E nella sua storia lunga quanto la Rete in Italia era diventata la mail di elezione di diversi professionisti: che si ritrovano da ormai un giorno e mezzo, e forse per altri due giorni, con la loro mail primaria tagliata fuori dalle comunicazioni.
Nasce tutto, secondo un comunicato della compagnia riportato anche da ANSA, dall’introduzione di nuovi servizi di Storage tramite un Vender esterno. Per gli allergici agli esterismi, sia pur necessari nella cultura informatica, l’acquisto di maggiore “spazio” per mail sempre più corpose, con allegati più grandi e per un maggior numero di persone, si è tradotto in un bug che rende impossibile l’accesso alle mail.
Possiamo quindi escludere gli hacker, in particolar modo gli ormai mitologici “hacker russi” che in tempi di guerra ibrida tornano sempre alla carica. Si tratta di un disservizio non di facile risoluzione però, richiederà azione sull’intero sistema operativo, poiché
“da 25 anni siamo il fornitore mail degli italiani, i nostri utenti non sono sparsi per il mondo, ma sono i nostri vicini di casa, i nostri amici e parenti, i professionisti del nostro Paese. Non possiamo dunque non avere come priorità la tutela dei dati degli italiani, perché sono la nostra forza. Per questo vogliamo riaprire le caselle in maniera definitiva e stabile”.
Nonostante sui social si parli già di class action e ira furente del consumatore. La stessa Presidenza del Consiglio è intervenuta, ricordando tramite il sottosegretario con delega all’innovazione Butti che “Una situazione che sta creando disagi e danni a tutti i professionisti che fanno ricorso a questi strumenti. A tale scopo, attraverso gli uffici del Dipartimento per la trasformazione digitale, ho contattato questa mattina l’amministratore delegato di Italiaonline – la società che gestisce i due provider – al fine di chiarire le origini del problema e individuare quanto prima una soluzione che possa garantire il rispetto dell’integrità dei dati degli utenti”
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