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Elon Musk regala spunte blu, anche a chi non le vuole

Elon Musk regala spunte blu, e questo ci pone dinanzi a un dilemma logico: se un oggetto vale tanto quanto sei disposto a pagarlo, quanto vale un oggetto che la gente rifiuta e, quando ti viene donato, lo guardi con sospetto, quasi disgusto?

Elon Musk regala spunte blu, anche a chi non le vuole

Il risuiltato è ovviamente, ben poco. La “rivolta delle spunte blu a pagamento” continua ad evidenziare la sua tragica inadeguatezza.

Elon Musk regala spunte blu, anche a chi non le vuole

Lebron James, Stephen King, William Shatner, Ice T: questi alcuni dei destinatari del “ricco dono” del magnate dell’Hi-Tech.

Queste quattro persone hanno qualcosa in comune: sono volti famosi delle arti e dello sport (un famoso e abile cestista, il maestro del romanzo Horror, un amatissimo attore ed un pluripremiato cantante) e tutti e quattro hanno dichiarato di non volere pagare le “nuove spunte blu” ritenendole inutili.

Il mio account Twitter dice che mi sono abbonato a Twitter Blue. Non l’ho fatto. Il mio account Twitter dice che ho dato un numero di telefono. Non l’ho fatto.

Ha dichiarato Stephen King proprio su Twitter, ricevendo una replica di Elon Musk che gli risponde “Prego”, firmando così lo sgradito dono.

Evidentemente Elon Musk pensava di fare un dispetto (o una trollata), o forse cercava di popolarizzare la spunta blu. Il problema è che il rifiuto di molte personalità rende evidente come il sistema a pagamento abbia fallito.

L’obiettivo era “liberare Twitter dai troll”: del resto almeno l’idea alle spalle del cambio di rotta del magnate è che le persone fisiche con documenti e tutto quanto sovente hanno una carta di credito, e quindi se pagano dimostrano di esistere.

Cosa poteva andare storto? Ad esempio, per un periodo di tempo fortunatamente limitato finì che anche i Talebani si compravano le spunte blu aggiungendole a quelle “ereditate” dagli account espropriati al governo precedente.

E se chiunque può comprarsi una spunta blu, anche troll e account di plateale disinformazione possono col modico investimento di 8 euro mensili “accreditarsi” mentre vanno in giro allegramente a diffondere bufale e importunare utenti.

A parte l’utilità per un utente “business” che potrà profittare dalla correzione dei Tweet erronei, l’uso di Tweet “estesi” e altri oggetti, la spunta blu ha rapidamente perso il senso di riconoscimento di credibilità e status symbol per diventare un modo per mettere soldi in tasca a Elon Musk e comprarsi una credibilità di cartapesta.

Al momento ad esempio nulla impedirebbe a qualcuno di creare un account con testi di disinformazione e personaggi creati dalle IA, pagare l’obolo a Musk e renderlo più vero del vero.

Motivo per cui Elon Musk ora regala ai VIP quello che dovrebbe loro vendere.

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