È morto Mauro Sabbione, tastierista e genio dell’elettronica nonché nome fondamentale per la new wave italiana dei primi anni ’80. L’artista si è spento ieri, mercoledì 21 dicembre, a Milano. Aveva 65 anni.
La notizia è riportata dagli organi di stampa locali e nazionali. Da circa un anno, scrivono, Mauro Sabbione lottava contro una malattia.
Come detto in apertura, Mauro Sabbione si era ammalato gravemente da circa un anno. Con la sua scomparsa la scena italiana perde uno dei pilastri della grande rivoluzione elettronica degli anni ’80, dal momento che ancora oggi viene ricordato come “anima elettronica” – appunto – dei Matia Bazar.
Con la band allora capitanata da Antonella Ruggiero collaborò dal 1981 al 1984, e insieme a loro registrò brani come Elettrochoc e soprattutto Vacanze Romane, che al Festival di Sanremo 1983 vinse il Premio della Critica.
Il suo estro lo portò a collaborare con un’altra band fondamentale per la scena italiana: insieme ai Litfiba, infatti, registrò i brani Ragazzo e Woda-Woda nell’album El Diablo (1990), il primo della tetralogia degli elementi. Con la formazione di Piero Pelù collaborò altre volte, nell’album Insidia (2001) e nella raccolta Live On Line (2001).
Non solo Litfiba e Matia Bazar: negli anni d’oro della new wave italiana lavorò insieme ai Diaframma e Garbo, ma in tempi più recenti ha lavorato anche per i Modà.
Gli anni ’70 erano quelli della grande ondata progressive rock, lo stile in cui dominavano i Genesis, i King Crimson, i Pink Floyd e tantissimi altri. Un tastierista come Mauro Sabbione non poteva non esserne affascinato, per questo si esibiva spesso attingendo cover da quello stile.
Una sera si trovava a Genova per esibirsi in un locale, e arrivò Fabrizio De Andrè per cenare con alcuni amici. Sabbione lo ha raccontato a Ondarock. In quell’occasione il tastierista mise in scaletta alcuni successi dei Genesis oltre all’intera suite Tubular Bells di Mike Oldfield.
Così Sabbione ricordava quella serata:
La cosa sembrò finire lì, senonché qualche anno dopo, quando ero già nei Matia, rincontrai Fabrizio in un locale: ebbene, parlando del più e del meno, dimostrò di ricordarsi perfettamente della mia performance, mi disse che spesso rammentava ai suoi amici quel mio repertorio così inusuale per quel contesto.
Ora che è morto Mauro Sabbione, resta il suo ultimo messaggio sui social: “Quando ti rendi conto che tu non vali niente di fronte alla bellezza di un tramonto”.
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