Permangono i dubbi sulla storia del bambino di 10 anni che, in quel di Sassari, avrebbe dimenticato a casa l’astuccio restando fermo per 5 ore. Come abbiamo avuto modo di riscontrare nelle scorse settimane, infatti, non è mai facile arrivare a conclusioni definitive in merito a quello che avviene in una classe. Soprattutto nell’epoca del Covid, con tanti genitori sempre pronti ad invocare chiusura scuole e misure drastiche sul contenimento del virus. Salvo poi minimizzare pericoli e virulenza dello stesso Covid-19.
Diversi gli aspetti che vanno presi in esame a proposito della storia del bambino finito al centro di un vero e proprio caso social. Analizzando i vari articoli sul tema che ci sono stati segnalati, infatti, emerge che la fonte “primaria” sia La Nuova Sardegna. Premesso che nessuno metta in dubbio la buona fede del contenuto in questione, ci sono alcune cose che non tornano, o che quantomeno rendano impossibile una sentenza in merito all’autenticità dei fatti.
A differenza di altri casi di cronaca simili, anche tra quelli trapelati di recente in ambito scolastico post lockdown, qui si nota che non viene menzionato neppure l’istituto finito al centro delle cronache. Per questo motivo, dal nostro punto di vista, diventa impossibile risalire ai nomi dei dirigenti scolastici e ai recapiti della scuola. Dunque, si brancola nel buio sulla storia del bambino senza astuccio e completamente isolato dalle attività didattiche. Va detto che è poi trapelato il presunto regolamento interno della scuola:
“Lo zaino deve essere accuratamente controllato e ripulito ogni giorno e provvisto di tutto l’occorrente in quanto non ci potranno essere scambi di materiale”.
Tesi, questa, che se confermata andrebbe a scagionare immediatamente i docenti che non possono certo infrangere le norme interne. Vi terremo aggiornati qualora dovessero venir fuori altri dettagli sulla storia del bambino senza astuccio in classe, anche perché la notizia ha immediatamente alimentato gli appelli per la chiusura scuole.
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