Dal 7 gennaio 2016 circola un video in cui una donna viene aggredita pesantemente da un uomo per poi venir derubata della borsa. Un atto di estrema violenza che è sconsigliabile per un pubblico sensibile.
EH MA BISOGNA CAPIRLI POVERINI SCAPPANO DALLA GUERRA E DALLA POVERTÀ E POI È COLPA DELLE DONNE CHE SI METTONO LA GONNA….MA ANDATE A CAGARE TUTTI BISOGNA SECCARLI A STI ANIMALI!
Il tema della condivisione è quello dei profughi, ma siamo davvero sicuri che si tratti di un uomo che sarebbe scappato dalla guerra e dalla povertà? Dove è accaduto il fatto e quale è la sua storia? Fonti? Nessuna, ma la bastano video e testo per renderlo virale, superando le 48 mila condivisioni.
Il video riporta un fatto avvenuto in Turchia, per la precisione in via Küçükbebek Dere ad Instanbul, il 15 ottobre 2013. La donna, un’infermiera, si stava dirigendo verso la fermata dell’autobus quando l’uomo l’ha aggredita violentemente per poi rubarle la borsa.
Il video (ripreso da una telecamera di sorveglianza) venne diffuso successivamente, intorno al 4 febbraio 2014, un atto scandaloso di cui si occuparono i media turchi.
La donna è sopravvissuta all’aggressione, anche se i danni a livello psicologico sono stati evidenti, mentre l’uomo venne arrestato poco tempo dopo l’aggressione del 15 ottobre 2013, e prima della diffusione del video, per poi essere condannato ad una pena di 8 anni di detenzione (per poi essersi visto ridotto la pena a 6 anni).
In nessun articolo in lingua turca viene sostenuta la nazionalità dell’assalitore ne il fatto che si tratti o meno di un immigrato. Se il fatto che l’uomo attore dell’aggressione sia di colore basti per affermare che si tratti di un immigrato in terra turca è bene essere consapevoli che come esistono gli afroamericani, pronipoti degli schiavi provenienti dal continente africano, esistono anche gli afroturchi, pronipoti degli schiavi africani durante l’Impero Ottomano.
Nel mese di agosto 2015 il ministro della giustizia israeliana, Ayelet Shaked (di cui avevamo parlato in un precedente articolo nel 2014) pubblicò un post Facebook condividendo lo stesso video ma riportante un titolo completamente falso: “Donna violentata da un rifugiato sudanese nel cuore di Tel Aviv – Condividete!“. Questo è l’unico video in cui viene citata la parola “rifugiato”, ma è un falso evidente siccome il fatto del video era accaduto in Turchia e non in Israele.
Il post della ministro della giustizia israeliano venne cancellato dalla stessa poco tempo dopo, ma i media israeliani ne riportano lo screenshot:
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