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C’era una volta Gillbert, il pesce robot che mangia microplastiche

C’era una volta Gilbert, il pesce robot che mangia microplastiche: e che periodicamente ritorna nelle raccolte di “segnalazioni di notizie belle dal mondo”, complice AI Overview, il sistema di ricerca di Google basato sull’AI che ha ancora qualche intoppo con le date.

C’era una volta Gillbert, il pesce robot che mangia microplastiche

Perché a parte che sulle AI e sui vari siti di “notizie belle dal mondo” alla ricerca di click facili, non vediamo Gillbert da un bel po’. Dal 2022, ed è un peccato, perché Gillbert era una bella idea, nonché il vincitore dell’edizione di quell’anno del Natural Robotics Contest

C’era una volta Gillbert, il pesce robot che mangia microplastiche

Partiamo dal nome: Gillbert è un giocoso gioco di parole tra “Gill”, le branchie e “Gilberto”, il nome di persona. Gillbert è esattamente quello che il nome suggerisce: un salmone stampato in 3D (quindi tecnicamente fatto di plastica, ma plastica ecosostenibile) che agisce da sistema di filtraggio mobile per le microplastiche, quelle inquinanti.

Gillbert nasce da un’idea della studentessa Eleanor Mackintosh, partecipante ad un concorso il cui tema è “robot ispirati a forme animali che possono aiutare la natura”.

Gillbert è un pesce robot le cui interiora sono filtri a reticella, un setaccio naturale e mobile che setaccia i mari un “gillbert” alla volta cercando di raccogliere più zozzerie possibile.

Articoli su Gillbert

Essendo stampato in 3D l’idea era che chiunque potesse stampare un Gillbert (con tanto di files disponibili) e liberarlo dove ve ne fosse bisogno.

Gillbert nasce quindi come pescetto telecomandato con una pinna caudale e due pinne laterali con motorini resistenti all’acqua, in grado di muoversi nell’acqua sporca, incamerare, filtrare, essere ripescato, ripulito e ributtato in acqua: con la tecnologia del 2022 era possibile però creare un Gillbert telecomandato (esistono tanti progetti per sottomarini, barchette e giocattoli acquatici telecomandati da usare come ispirazione per il “cervello di Gillbert”) ma la speranza era avere dei Gillbert autonomi (l’intelligenza artificiale allo stato attuale potrebbe aiutare) in grado di nuotare in branchi, pulire, essere ripescati e ripetere.

Un Gillbert completamente assemblato e in carica

Gillbert non era solo: sempre nel 2022 dei ricercatori cinesi avevano pensato a qualcosa di forse meno adorabile e tenerello ma non meno efficace: modificare i robot morbidi di idrogel e silicone usati per purificare le acque aggiungendo grafene (sì, quello odiato dai complottisti) e madreperla (la stessa delle ostriche) per migliorare le loro capacità di filtraggio.

Plantolin

Ad oggi non ci sono nuove su Gillbert, ed è un peccato.

Il Natural Robotics Contest risulta fermo dal 2023, anno in cui ha generato un secondo vincitore: Plantolin, un robottino in grado di piantare alberi a forma di pangolino.

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