L’obbedienza passiva ai vocaboli inoltra, condividi, copia e incolla, fai girare è ormai una realtà che quasi potrebbe ispirare nuovi studi antropologici su una nuova civiltà in via di devoluzione.
Ciclicamente accade che nuovi personaggi vengono segnalati dal popolo social come pericolosi hacker dotati di un sistema in grado di impossessarsi dei dati personali di Facebook, e risultano talmente pericolosi da costituire una minaccia per voi e per i vostri contatti. Le nostre smentite sull’esistenza di hacker che spuntavano all’ordine del giorno hanno raggiunto una lista infinita (consulta il nostro archivio).
I nostri lettori, oggi, ci segnalano un nuovo messaggio virale:
Il diretto interessato, divertito dall’obbedienza passiva di cui sopra, ha dovuto pubblicare una sua personale smentita:
Insomma, ancora una volta ci si rende conto che manca una coscienza di base: un messaggio senza fonti – dunque senza prove – viene condiviso da un numero considerevole di utenti, con il rischio di creare seri problemi alla persona citata in causa. Accade perché, troppo spesso, si ignorano le conseguenze legali (leggi la nostra guida utile) che una bufala può comportare.
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