Altra notizia molto delicata quella che sta girando in queste ore soprattutto sui social, in merito al fatto che Samar Badawi ed Esra al-Ghamgam sarebbero state decapitate in Arabia Saudita, dopo aver subito un processo estremamente sommario, con una pena incomprensibile rispetto alle reali accuse. Le due, infatti, figurano tra i personaggi più famosi per i diritti delle donne nel Paese, al punto da finire al centro delle cronache interne in diverse circostanze. Resta il fatto che finora contro di loro non sono contestati nemmeno reati di violenza.
Andando più nello specifico, molte pagine Facebook si sono affrettate a dare la notizia secondo cui sia Samar Badawi, sia Esra al-Ghamgam, lo scorso 20 agosto avrebbero fatto i conti con la condanna a morte tanto temuta da coloro che stanno seguendo questa vicenda in giro per il mondo. Immediata è scattata la strumentalizzazione politica in Italia, con le suddette pagine che hanno invitato chi di dovere ad indossare magliette rosse per questi. In teoria maggiormente degni di gesti solidali.
La realtà dei fatti, fino a prova contraria, è differente. L’ultimo bollettino completo sulle condizioni di Samar Badawi ed Esra al-Ghamgam ci è giunto direttamente dal sito spagnolo Maldita (che già in passato sono venuti in nostro soccorso), senza dimenticare il precedente resoconto di Avvenire, che in questo frangente ha riportato diverse fonti che a loro volta confermerebbero il buono stato di salute delle ragazze. In particolare, se la prima è stata arrestata, buona parte delle preoccupazioni si concentrano sulla seconda. Non è un caso che anche Canada si sia esposta affinché ci sia un celere rilascio delle note attiviste per i diritti delle donne in Arabia Saudita.
Resta il fatto che nessuna fonte, né italiana, né internazionale, al momento sia in grado di confermare la notizia secondo cui Samar Badawi ed Esra al-Ghamgam siano state effettivamente decapitate, ragion per cui non si comprende ancora oggi 28 agosto l’origine della notizia. Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni.
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